Versi e territorio

La poesia dialoga con la memoria di Pavese

Quasi 800 componimenti per l’edizione 2026, tra scuole e lingue del Piemonte.

La poesia dialoga con la memoria di Pavese

Il Premio Roddi di poesia torna a riunire bambini, ragazzi, adulti, insegnanti e famiglie attorno alla scrittura. La cerimonia è prevista il 30 agosto a Roddi, nelle Langhe, dove il concorso è nato nella primavera del 1996 e si è consolidato negli anni come appuntamento dedicato alla poesia e alla partecipazione scolastica.

L’iniziativa propone una partecipazione gratuita e comprende sezioni in lingua italiana, piemontese e nelle lingue minoritarie del Piemonte. Una parte rilevante del progetto riguarda gli studenti, dalla scuola primaria alla secondaria di secondo grado, con riconoscimenti anche per le opere collettive realizzate nelle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado.

Un concorso aperto alle nuove generazioni

L’edizione 2026 ha raccolto quasi 800 poesie da tutta Italia. Il dato conferma l’ampiezza della partecipazione e il ruolo del premio nel proporre la scrittura come attività accessibile, capace di coinvolgere le nuove generazioni e di offrire uno spazio per esprimere emozioni, esperienze e riflessioni personali.

Il programma si colloca inoltre in una settimana legata alla memoria di Cesare Pavese, morto a Torino il 27 agosto 1950. Lo scrittore era nato a Santo Stefano Belbo e nelle Langhe aveva trovato un riferimento centrale della propria opera. Colline, paesi, partenze, ritorni e solitudine attraversano i suoi libri e continuano a essere oggetto di letture scolastiche e percorsi dedicati, anche nel suo paese d’origine.

Il legame con Pavese e le Langhe

Il collegamento tra il premio e Pavese nasce dal rapporto con il territorio e dal valore attribuito alla parola. Da una parte, il concorso invita i più giovani a dare forma alla propria interiorità; dall’altra, l’opera dello scrittore continua a porre interrogativi sulle radici, sull’appartenenza e sul significato del ritorno. Testi come La luna e i falò e Lavorare stanca restano riferimenti per affrontare temi individuali e collettivi.

La manifestazione propone così un’idea della poesia non limitata alla competizione. La scrittura diventa occasione di ascolto, confronto e partecipazione, con l’obiettivo di avvicinare anche i più piccoli alla lingua e alla lettura. Nel contesto delle Langhe, il premio affianca alla memoria letteraria un’attenzione rivolta al futuro, affidando alle nuove generazioni il compito di interpretare il proprio rapporto con il territorio e con la comunità.