Polemica territoriale

Comitato contesta le scelte ambientali sulla futura cava

L’associazione denuncia una contraddizione tra viabilità per mezzi pesanti e candidatura a un bando regionale per la natura

Comitato contesta le scelte ambientali sulla futura cava

Il Comitato di San Vitale No Cava contesta la coerenza delle recenti decisioni assunte dall’Amministrazione comunale di Busca sul futuro impianto estrattivo previsto nella frazione e sulle politiche ambientali del territorio. In una lettera diffusa dal comitato, l’associazione mette in relazione tre atti adottati nell’arco di 84 giorni, sostenendo che le scelte sulla viabilità e sulla pianificazione urbanistica non siano compatibili con la candidatura del Comune a un programma regionale dedicato alla tutela della natura.

La convenzione per l’accesso alla cava

Il primo passaggio citato riguarda la delibera approvata dalla Giunta comunale il 13 maggio 2026. L’atto autorizza la convenzione con G.M.T. per l’utilizzo di via Pintura come accesso alla futura cava di San Vitale. Secondo quanto riportato dal comitato, la stessa deliberazione riconosce le criticità della strada rispetto al transito dei mezzi pesanti, stimato in circa 50 camion al giorno.

Nella lettera viene inoltre ricordato che davanti al Tribunale di Cuneo è pendente un giudizio sulla natura pubblica di via Basilio, indicato con il numero di causa 1395/2025 R.G. Il comitato considera questo elemento parte del contesto nel quale è stata assunta la decisione relativa all’accesso alla cava, pur senza fornire ulteriori indicazioni sull’andamento del procedimento giudiziario.

La variante urbanistica e il programma ambientale

Il secondo atto richiamato è quello del 18 maggio, quando il Consiglio comunale ha approvato la variante urbanistica necessaria all’iter della cava di San Vitale. La delibera, secondo il testo diffuso dal comitato, ha ottenuto 16 voti favorevoli e uno contrario ed è stata dichiarata immediatamente eseguibile.

Il terzo passaggio risale al 10 agosto, quando la stessa Amministrazione ha presentato la candidatura di Busca al programma regionale Città Rigenerative. L’iniziativa, descritta nella lettera come un progetto da 2 milioni di euro, riguarda la protezione della natura, la biodiversità, le infrastrutture verdi, la mobilità sostenibile e la riduzione dell’inquinamento.

Proprio il collegamento tra questi atti è al centro della critica del Comitato di San Vitale No Cava. L’associazione chiede se la tutela ambientale debba riguardare soltanto il centro abitato oppure l’intero territorio comunale, comprese le frazioni. Nel documento si sostiene che San Vitale non possa essere trattata come una realtà di serie B quando sono in gioco ambiente, paesaggio, viabilità, qualità della vita e salute.

Il comitato afferma infine che la transizione ecologica debba essere verificata attraverso le decisioni concrete dell’Amministrazione e non soltanto attraverso una candidatura regionale. La richiesta politica rivolta al Comune è quindi quella di applicare la stessa attenzione a tutte le aree di Busca, dal centro alle frazioni. Le valutazioni e le contestazioni riportate nella lettera sono espresse dal comitato, che si oppone alla realizzazione della cava di San Vitale.