Bilancio climatico

Piogge di agosto, resta il deficit idrico regionale

Calore eccezionale e riserve ancora ridotte: recupero fine mese non ha cancellato effetti stagione siccitosa.

Piogge di agosto, resta il deficit idrico regionale

Le precipitazioni cadute nella parte finale di agosto hanno attenuato la crisi idrica in Piemonte, senza però riportare la situazione alla normalità. Sono aumentate le portate di diversi corsi d’acqua, mentre hanno recuperato il livello del Lago Maggiore e il volume delle risorse superficiali disponibili. Restano tuttavia inferiori alla media numerosi fiumi, le falde superficiali e soprattutto molte sorgenti monitorate.

Nel mese di agosto sono caduti mediamente 108 millimetri di pioggia, il 30% in più rispetto alla media climatica 1991-2020. Le precipitazioni sono state però irregolari e concentrate soprattutto tra il 20 e il 31 agosto, periodo nel quale è caduto circa il 15% dell’acqua registrata dall’inizio del 2026. Il dato ha interrotto la sequenza di mesi siccitosi: a maggio erano caduti 69 millimetri, a giugno 62 e a luglio appena 33, con deficit rispettivamente del 44%, 36% e 54%.

Un’estate segnata dal caldo

Nonostante il recupero dell’ultimo mese, tra giugno e agosto le precipitazioni sono rimaste inferiori del 20% rispetto alla norma, con un deficit di circa 48 millimetri. Dall’inizio dell’anno lo scarto regionale è pari al 13%. Alla scarsità delle piogge si sono aggiunte temperature eccezionalmente elevate: l’estate meteorologica 2026 è stata la più calda degli ultimi 70 anni, con una media di 21,6 gradi e un’anomalia di circa 3,1 gradi rispetto al periodo 1991-2020.

Le quattro ondate di calore osservate tra la fine di maggio e agosto hanno aumentato l’evapotraspirazione, riducendo l’efficacia delle precipitazioni. L’ultima, iniziata a fine luglio e proseguita oltre la metà di agosto, è stata la più lunga della stagione. L’indice SPEI segnala condizioni in prevalenza normali o moderatamente piovose sul periodo mensile, ma alle scale di tre e sei mesi restano aree di siccità moderata, severa ed estrema, soprattutto nei settori centrali, occidentali e meridionali. La criticità è ancora diffusa anche sull’orizzonte dei dodici mesi.

Fiumi in recupero ma sotto la media

Le portate dei principali corsi d’acqua sono risalite rispetto a luglio, pur mantenendo scarti significativi. Il Po a Isola Sant’Antonio ha registrato in agosto una portata media di circa 136 metri cubi al secondo, contro una media storica di 226, con un deficit ridotto al 40% rispetto al 79% di luglio. La Dora Baltea a Tavagnasco e la Stura di Demonte a Gaiola sono risultate quasi nella norma.

Restano invece ridotte le portate del Toce a Candoglia, del Tanaro a Montecastello, del Po a San Sebastiano e del Sesia a Palestro, con scostamenti compresi tra il 19% e il 53%. A fine agosto le risorse superficiali ammontavano a circa 376 milioni di metri cubi, contro i 242 milioni dello stesso periodo del 2022. Il confronto indica una siccità idrologica meno severa rispetto a quella del 2022 per riserve e acque sotterranee, ma un impatto termico più marcato.

Per la prima metà di settembre le previsioni indicano condizioni prevalentemente asciutte e temperature superiori alla norma. Nella prima settimana è attesa una presenza marcata dell’alta pressione africana sul Mediterraneo, seguita dal consolidamento dell’alta pressione sull’Italia settentrionale. Gli episodi di pioggia sono considerati poco probabili. Dopo metà mese potrebbe aumentare l’umidità, ma senza precipitazioni diffuse e persistenti il recupero di fine agosto rischia di rimanere temporaneo.