Accordo in bilico

Terme di Valdieri, Ciga propone un progetto da 10 milioni

La società immagina albergo, centro benessere e piscine su 28mila metri quadrati. Restano da definire fondi pubblici e aree.

Terme di Valdieri, Ciga propone un progetto da 10 milioni

Scade oggi, 10 settembre, l’Accordo di programma sottoscritto nel 2009 tra Regione Piemonte, Provincia di Cuneo e Comune di Valdieri per il rilancio delle nuove Terme della valle Gesso. A ridosso del termine, l’amministrazione comunale ha presentato una nuova proposta privata per trasformare un progetto discusso da quasi sessant’anni in una struttura concreta.

L’incontro si è svolto ieri, mercoledì 9 settembre, nel salone del Parco Alpi Marittime. Il sindaco Guido Giordana, dopo l’introduzione della vicesindaca Sharon Giraudo, ha ricostruito le principali tappe dell’iter. È intervenuto anche l’architetto Giovanni Spada, per il gruppo di progettazione collegato a Ciga Costruzioni, insieme ad amministratori dei Comuni della valle e alla consigliera regionale Giulia Marro.

La proposta privata

La proposta è stata depositata in Comune il 3 settembre e modifica l’impostazione originaria. Ciga prevede di partire da un primo lotto di circa 28 mila metri quadrati, rispetto ai 56 mila previsti dall’attuale Piano per gli insediamenti produttivi, ai quali si aggiungono circa 4.500 metri quadrati destinati alla viabilità richiesta dalla Provincia.

Su questa superficie la società ipotizza una struttura alberghiera di circa 50 camere, un centro termale con spa e piscine interne ed esterne, palestre per attrezzi e pilates, sale conferenze e due ristoranti. Il piano contempla materiali tradizionali, tra cui la pietra, e ampie superfici vetrate. L’investimento privato indicato è di circa 10 milioni di euro per albergo, centro termale e spa.

Restano da definire le opere di urbanizzazione e l’accessibilità dell’area. Ciga chiede un intervento pubblico e la possibilità di utilizzare le opere realizzate per almeno 30 anni. Secondo Spada, la riduzione delle superfici servirebbe a individuare una dimensione sostenibile, evitando di partire da un intervento ritenuto sovradimensionato. Il progetto comprende anche una centrale termica a cippato, destinata a riscaldare l’acqua estratta dal pozzo a 380 metri e ad alimentare gli impianti dell’albergo. In prospettiva, la soluzione potrebbe servire anche strutture pubbliche comunali.

Risorse e prossimi passaggi

Il nodo principale riguarda i tempi e le risorse pubbliche. Dei circa 4 milioni di euro inizialmente disponibili, secondo il sindaco ne resterebbero oggi circa 3 milioni, dopo le spese sostenute per il pozzo, gli studi e le pratiche. Per le opere urbanistiche e l’accessibilità richieste dal nuovo piano sarebbe necessario un ulteriore finanziamento regionale di almeno 3 milioni di euro, oltre alle somme per riscaldamento e urbanizzazione.

Il percorso arriva dopo numerosi tentativi. Le prime ipotesi risalgono al 1967; tra il 1977 e il 1979 Agostino Bonetto acquisì le Terme Reali di Valdieri e presentò un progetto per portare le acque termali fino a San Rocco Castagnaretta. Nel 2009 fu sottoscritto l’accordo per le condotte dell’acqua termale e minerale e per la manutenzione della strada provinciale 249.

L’ipotesi della condotta lunga 14 chilometri venne poi accantonata perché il pozzo realizzato dalla famiglia Bonetto garantiva una portata pari a circa un terzo del necessario. Un successivo tentativo nel Comune di Entracque non diede esito positivo. A Valdieri, dopo un primo carotaggio negativo, il pozzo PZ2, realizzato a circa 380 metri di profondità, individuò acqua minerale alla temperatura indicata nei documenti progettuali e riconosciuta dal Ministero della Salute. Le procedure successive per trovare un gestore non avevano portato risultati, compresa l’ultima manifestazione di interesse, andata deserta a gennaio.

Un ulteriore problema riguarda la disponibilità dei terreni: i proprietari dovranno concordare la cessione delle aree e, in assenza di un’intesa, resta possibile anche l’esproprio. La Regione Piemonte, attraverso l’assessore alla Montagna Marco Gallo, ha confermato la volontà di mantenere aperto il percorso e di preservare, nell’ambito della programmazione 2027, le risorse previste dall’accordo del 2009. Il prossimo passaggio sarà la convocazione del Collegio di Vigilanza, chiamato a valutare rinnovo, modifiche e copertura finanziaria dell’intesa.