È stata fermata e arrestata a Limone Piemonte Raffaella Cervetto, savonese classe 1970, destinataria di un provvedimento che prevede l’espiazione di 6 anni e 4 mesi di reclusione. L’intervento è stato eseguito domenica 6 settembre dalla Squadra Mobile della Polizia di Stato di Cuneo. Gli investigatori stanno inoltre svolgendo ulteriori accertamenti sulle vicende giudiziarie che riguardano la donna.
Il cumulo delle condanne
La pena da scontare deriva da un cumulo di condanne relative, in particolare, a truffe, insolvenza fraudolenta e altri reati. Il nome di Cervetto era già comparso in diverse inchieste giudiziarie, con procedimenti sviluppati tra il Savonese e il Cuneese e con contestazioni di natura differente.
Uno dei precedenti più rilevanti risale al 2013, quando la donna venne arrestata nell’ambito di un’indagine della Polizia di frontiera di Savona su un giro di falsi contratti di lavoro e documenti utilizzati per favorire l’ingresso in Italia di cittadini stranieri. Per quella vicenda aveva patteggiato una pena di quattro anni di reclusione per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
La condanna nel Cuneese
Un altro procedimento si è concluso nel febbraio 2024 con una condanna a due anni e nove mesi per circonvenzione d’incapace. Secondo la ricostruzione giudiziaria, tra il 2016 e il 2018 Cervetto era stata amministratrice di sostegno di una donna di 53 anni residente a Mondovì, affetta da patologie psichiche e bisognosa di assistenza nella gestione del patrimonio.
Nel corso del processo, la donna aveva riferito che somme di denaro sarebbero state utilizzate per acquistare un’automobile e gioielli e che le sarebbero stati chiesti assegni in bianco. Aveva inoltre denunciato la scomparsa di alcuni gioielli appartenuti alla madre e al fratello. La vicenda aveva fatto emergere anche altri elementi della storia giudiziaria di Cervetto.
Nel 2019, le indagini della Guardia di Finanza della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura di Savona e del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Savona avevano portato alla luce un’inchiesta per esercizio abusivo della professione di architetto. Secondo gli accertamenti, la donna si sarebbe presentata come architetto di uno studio di Cuneo, sostenendo di essere iscritta all’Ordine professionale con titoli risultati integralmente falsi.
Tra le contestazioni affrontate in passato figurava anche la percezione di una pensione di invalidità come non vedente parziale. Per questo episodio, tuttavia, Cervetto era stata assolta. Il nuovo arresto eseguito a Limone Piemonte apre ora un ulteriore capitolo della vicenda: restano da chiarire nel dettaglio le contestazioni alla base del provvedimento e gli elementi dell’operazione.