Ancora un episodio di violenza all’interno della Casa di Reclusione di Saluzzo. Secondo quanto riferito dall’OSAPP, intorno alle 9.30 di giovedì 17 settembre, un detenuto sottoposto al regime di Alta Sicurezza avrebbe aggredito l’ispettore in servizio presso il reparto isolamento. Le ragioni del gesto, stando alle prime informazioni, sarebbero riconducibili a futili motivi.
L’ispettore ha riportato lesioni che hanno reso necessaria una valutazione sanitaria e gli sono stati prescritti quattro giorni di prognosi. L’episodio si è verificato in un’area particolarmente delicata della struttura penitenziaria, dove, secondo l’organizzazione sindacale, mancherebbe ancora un adeguato sistema di videosorveglianza.
La denuncia dell’organizzazione sindacale
Per l’OSAPP, l’assenza di telecamere nel reparto isolamento rappresenta una criticità rilevante per la tutela del personale di Polizia Penitenziaria. La mancata copertura, sostiene il sindacato, renderebbe inoltre più complessa la ricostruzione di quanto accade all’interno degli spazi detentivi.
Leo Beneduci, segretario generale dell’OSAPP, ha definito non più sostenibile la situazione del carcere di Saluzzo, sottolineando che il reparto, nonostante le segnalazioni già avanzate dall’organizzazione, continua a operare senza un sistema di controllo video. Secondo il sindacato, l’aggressione all’ispettore confermerebbe l’urgenza di interventi sulle condizioni operative.
La richiesta di sospendere il reparto
L’organizzazione sindacale chiede interventi immediati, a partire dall’installazione delle telecamere e da una verifica complessiva delle condizioni del reparto isolamento. Alla luce dell’episodio, l’OSAPP sollecita anche la sospensione e la chiusura dell’area fino al ripristino di adeguati livelli di tutela.
La richiesta è rivolta all’Amministrazione penitenziaria, che secondo il sindacato dovrebbe procedere con urgenza alla verifica della situazione. L’OSAPP ribadisce che il personale deve poter svolgere il proprio lavoro in condizioni di sicurezza e che non si dovrebbe attendere un episodio più grave prima di adottare misure concrete.