Giorgio Maria Bergesio, senatore della Lega e vicepresidente della Commissione Agricoltura, ha indicato la necessità di conciliare sostenibilità e competitività intervenendo al Forum del Largo Consumo. Al centro del suo intervento il ruolo della filiera che unisce agricoltura, industria di trasformazione e di marca, logistica, distribuzione e commercio.
Secondo Bergesio, questi comparti non devono essere considerati realtà separate. Nel loro insieme rappresentano, ha sottolineato, una infrastruttura economica e sociale del Paese, con 600 miliardi di euro di giro d’affari, oltre 196 miliardi di valore aggiunto e più di 4 milioni di occupati. Una dimensione che, nella sua valutazione, richiede politiche capaci di considerare gli effetti delle decisioni sull’intera catena produttiva.
Un metodo per le decisioni
Il senatore ha giudicato positivo il Libro Bianco del Made in Italy 2030, perché introduce una lettura basata sulle filiere. Per Bergesio, però, questo approccio dovrebbe diventare un metodo stabile: ogni scelta in materia di agricoltura, energia, imballaggi, trasporti o commercio dovrebbe essere valutata anche in base all’impatto complessivo sul sistema.
Nel corso del suo intervento ha indicato quattro priorità. La prima riguarda produttività e investimenti pluriennali in digitale, automazione, intelligenza artificiale e tracciabilità. Seguono la disponibilità di energia a costi competitivi, il rafforzamento di logistica e infrastrutture e una maggiore semplificazione, accompagnata da una stabilità normativa che consenta alle imprese di programmare su un orizzonte di 5-10 anni.
Imballaggi e misure fiscali
Un altro passaggio ha riguardato il rapporto con l’Unione europea. La sostenibilità ambientale, secondo Bergesio, deve procedere insieme a quella industriale. Le nuove regole sugli imballaggi comportano investimenti rilevanti e la loro applicazione, ha osservato, dovrebbe evitare duplicazioni e oneri sproporzionati per le aziende che producono in Italia.
In conclusione, il senatore ha richiamato tre questioni: la reciprocità nel mercato aperto, una reale valutazione d’impatto di filiera per ogni nuova norma e il rinvio della plastic tax e della sugar tax. A suo giudizio, l’entrata in vigore prevista nel 2027 avrebbe conseguenze molto pesanti. Bergesio ha infine auspicato che il Forum possa diventare una sede per definire un’agenda della competitività, con priorità condivise e una verifica annuale.