Memorie alpine

A Ostana ritorna Giacu Cayenna, dal carcere al Monviso

Livia Bernardi presenta il volume dedicato alla fuga dalla Guyana francese e al rientro fra le montagne piemontesi.

A Ostana ritorna Giacu Cayenna, dal carcere al Monviso

Sabato 3 ottobre alle 18, il Rifugio Galaberna di Ostana ospiterà un nuovo appuntamento della rassegna letteraria La Libreria che non c’è. Protagonista dell’incontro sarà Livia Bernardi, chiamata a presentare il libro Dall’Inferno al Monviso. La vera storia di Giacu Cayenna, dedicato alla vicenda del nonno Giacomo Bernardi, conosciuto in paese con il soprannome di Giacu Cayenna. L’ingresso sarà libero.

Dalla deportazione alla fuga

Giacomo Bernardi nacque a Ostana nel 1908 e, ancora giovane, emigrò con la famiglia in Francia, come fecero molti altri abitanti della valle. Quando era ancora minorenne, durante una lite, si rese responsabile di un delitto. La vicenda ebbe conseguenze pesanti: Bernardi fu deportato nei bagni penali della Guyana francese, dove avrebbe dovuto scontare una pena destinata a protrarsi a lungo.

La sua storia, tuttavia, non si concluse nella colonia penale. Attraverso uno stratagemma che gli permise di sottrarsi alla prospettiva della residence perpetuelle a Saint-Laurent-du-Maroni, riuscì a fuggire. Ebbe così inizio un lungo viaggio attraverso i mari dell’America del Sud, al termine del quale tornò tra le montagne della sua terra d’origine. La vicenda gli valse anche il soprannome di Papillon del Monviso, richiamando la fuga e il legame con il paese natale.

I quaderni del nonno

Dopo il rientro a casa, Giacomo Bernardi sentì il bisogno di mettere per iscritto la propria esperienza. Affidò i ricordi a una serie di quaderni di formato scolastico, raccontando un’esistenza segnata da avventure, difficoltà e passaggi drammatici. Le sue memorie cominciarono a circolare e la storia attirò anche l’attenzione della stampa nazionale.

A Ostana, intanto, la figura di Giacu Cayenna assunse contorni leggendari. Attorno al personaggio si svilupparono sentimenti diversi, dall’affetto alla diffidenza, mentre il racconto popolare finiva per lasciare in ombra i dettagli della vicenda reale. Livia Bernardi è cresciuta ascoltando quei racconti, con il nonno descritto come una persona speciale e misteriosa.

La conoscenza diretta della storia è arrivata quando Livia Bernardi si è ritrovata tra le mani il manoscritto originale. Ritenendo che quei quaderni fossero stati scritti con l’intenzione di raggiungere un lettore, ha deciso di trascrivere le memorie e di rispettare la volontà del nonno, offrendo una ricostruzione più precisa di una vicenda conosciuta soprattutto attraverso la tradizione orale.

Il volume è stato pubblicato per la prima volta nel 2012 da Lar Editore e viene ora riproposto con una nuova veste grafica. L’incontro al Rifugio Galaberna sarà l’occasione per ripercorrere la storia di Giacomo Bernardi e il rapporto tra la sua esperienza personale e la memoria collettiva di Ostana.