Profilo scolastico

Il Delpozzo tra innovazione e nuovo liceo a Cuneo

Ivan Re ripercorre dieci anni di scelte, responsabilità e rapporto con famiglie, imprese e territorio.

Il Delpozzo tra innovazione e nuovo liceo a Cuneo

Ivan Re, dirigente dell’Istituto tecnico industriale Mario Delpozzo di Cuneo, ripercorre il percorso compiuto dalla scuola negli ultimi dieci anni. Il confronto prende le mosse dal suo legame personale con l’istituto, dove era stato studente a quattordici anni, e affronta le trasformazioni della didattica, il rapporto con il territorio e le prospettive per il futuro.

Re racconta di essere arrivato alla guida del Delpozzo nel 2016, dopo aver a lungo sperato di poter tornare nella scuola da dirigente. Tra i primi gesti compiuti ricorda la ricerca della vecchia aula frequentata da ragazzo, un episodio che, nelle sue parole, gli ha restituito il senso della responsabilità verso un istituto considerato importante per Cuneo e per il suo tessuto produttivo.

Innovazione e formazione

Nel corso dell’intervista, il dirigente sottolinea il ruolo attribuito a innovazione, laboratori, discipline STEM e intelligenza artificiale. La tecnologia, spiega, non dovrebbe essere un obiettivo in sé, ma uno strumento per aiutare gli studenti a comprendere meglio, sperimentare, risolvere problemi e sviluppare autonomia e pensiero critico. Anche l’intelligenza artificiale, secondo questa impostazione, dovrebbe sostenere il ragionamento senza sostituirlo.

Il percorso dell’istituto si è sviluppato anche attraverso il confronto con imprese, associazioni di categoria e realtà del territorio. In questo contesto si inserisce il nuovo Liceo del Made in Italy con curvatura in Scienze Gestionali, pensato per offrire competenze gestionali, linguistiche, tecnologiche e comunicative. Il progetto, precisa Re, è stato approvato dal Collegio dei docenti, dal Consiglio d’Istituto e dalla Regione Piemonte. Il nuovo indirizzo affianca quelli tecnici senza sostituirli.

Il ruolo della comunità scolastica

Parlando dei risultati raggiunti, il dirigente attribuisce il merito all’intera comunità scolastica: docenti, personale, studenti e famiglie. I progetti, le collaborazioni con il territorio e le nuove opportunità formative, osserva, sono il frutto di un lavoro condiviso. Re respinge quindi l’idea di una gestione isolata e descrive una squadra costruita negli anni attraverso riunioni, confronti e responsabilità distribuite.

Nel colloquio trovano spazio anche le critiche e le difficoltà incontrate nel corso del mandato. Il dirigente riconosce che i cambiamenti possono generare perplessità e che chi assume decisioni può commettere errori. Per questo, sostiene, è necessario ascoltare le osservazioni, spiegare le ragioni delle scelte e correggere le strategie quando emergono possibilità di miglioramento.

Alle famiglie viene riconosciuto un ruolo centrale, legato alla fiducia con cui affidano alla scuola il percorso dei propri figli. Per il futuro, Re immagina un istituto capace di dialogare sempre più con università, imprese, istituzioni e famiglie, mantenendo però gli studenti al centro. Il ricordo della vecchia aula, visitata al suo arrivo da dirigente, resta così il simbolo di un percorso iniziato da studente e proseguito alla guida del Delpozzo.