Il coro Giovanni Paolo II di Cervignasco, frazione di Saluzzo, ha accompagnato la celebrazione religiosa organizzata al Santuario di Vicoforte in occasione del 130° anniversario del matrimonio tra re Vittorio Emanuele III e la regina Elena di Montenegro. Le nozze furono celebrate a Roma il 24 ottobre 1896.
La formazione saluzzese è stata invitata a partecipare alla commemorazione da Ezio Rosso, guardia d’onore delle tombe reali del Pantheon. Il gruppo ha curato l’accompagnamento musicale della messa, contribuendo al carattere solenne della cerimonia insieme alle autorità, ai labari delle guardie d’onore arrivati da diverse parti d’Italia e ai numerosi gruppi storici presenti.
Il repertorio della celebrazione
Diretto da Mauro Frandino, il coro ha eseguito alcuni brani di musica sacra: l’Ave Verum di Mozart, il Panis Angelicus di Franck e l’Ave Maria di Arcadelt. Le composizioni hanno accompagnato i diversi momenti della funzione, sottolineandone il significato religioso e commemorativo.
Anche l’ingresso del principe Emanuele Filiberto di Savoia e dei rappresentanti istituzionali è stato accompagnato dalla musica. In quell’occasione è stata proposta la marcia nuziale composta ed eseguita per le nozze reali, eseguita all’organo dalla maestra Carla Borretta con l’accompagnamento al flauto di Andrea Garrone.
L’omaggio alle tombe reali
Al termine della celebrazione, durante il corteo diretto verso le tombe dei sovrani, il coro ha eseguito l’Hymnu Sardu nazionali, concludendo il momento commemorativo. La ricorrenza ha riportato l’attenzione sulla storia di Vittorio Emanuele III ed Elena di Montenegro, le cui spoglie si trovano nella cappella di San Bernardo del Santuario di Vicoforte.
Le salme furono trasferite nel 2017. Quelle della regina Elena arrivarono dal cimitero di Montpellier, in Francia, dove era stata sepolta nel 1952; quelle del sovrano furono invece trasferite dalla cattedrale di Santa Caterina ad Alessandria d’Egitto.
Nel corso della commemorazione, Emanuele Filiberto è tornato a rendere omaggio ai bisnonni e ha parlato anche del possibile ruolo della famiglia Savoia. Nel suo intervento ha indicato il Pantheon di Roma come destinazione auspicata per le spoglie degli ex sovrani d’Italia.