Astronomia

Luna piena del Cacciatore, il picco è alle 5:12

Il fenomeno sarà visibile dopo il tramonto, tra il 25 e il 27 ottobre, grazie anche all’illusione ottica.

Luna piena del Cacciatore, il picco è alle 5:12

Il 26 ottobre torna la Luna piena del Cacciatore, con il momento di massima illuminazione previsto alle 5:12. Per osservare il fenomeno non sarà tuttavia necessario attendere le prime luci del giorno: le condizioni più suggestive si presenteranno già dopo il tramonto, nelle sere comprese tra il 25 e il 27 ottobre.

Il satellite potrà apparire più grande del consueto quando si troverà vicino all’orizzonte. Si tratta della cosiddetta illusione lunare, un effetto percettivo legato alla presenza di riferimenti terrestri come edifici, alberi, colline e montagne. La superficie potrà inoltre assumere sfumature ambrate, ruggine e dorate, per effetto del passaggio della luce attraverso gli strati dell’atmosfera.

Origine del nome e tradizioni

La denominazione Luna del Cacciatore è legata alla tradizione dei nativi americani, in particolare alla tribù degli Algonchini. Il nome richiama il periodo successivo alla mietitura, quando i campi erano ormai spogli e la luce del plenilunio permetteva ai cacciatori di individuare più facilmente le prede e di procurarsi provviste in vista dell’inverno.

Il plenilunio di ottobre può però assumere nomi diversi. In alcuni casi viene chiamato Luna del Sangue, sempre in riferimento alla caccia, mentre quando risulta più vicino all’equinozio d’autunno rispetto al plenilunio di settembre prende il nome di Luna del Raccolto, come avvenuto nel 2025. Per i Cree è la Luna migratoria, in riferimento agli uccelli diretti verso Sud; per Ojibwe e Haida è invece la Luna di ghiaccio. In Europa è conosciuta anche come Luna della caduta dei semi e, per i devoti indù, coincide con la Kojagiri Purnima, una notte dedicata alla veglia e al digiuno in onore della dea Lakshmi.

Un effetto ottico ancora studiato

L’illusione lunare ha attirato l’attenzione di filosofi e scienziati fin dall’antichità. Secondo una tradizione, già Aristotele, nel IV secolo avanti Cristo, si interrogò sull’apparente ingrandimento del disco vicino all’orizzonte, attribuendolo alla maggiore quantità di atmosfera attraversata dalla luce.

Le spiegazioni moderne riconducono il fenomeno soprattutto al modo in cui il cervello valuta la distanza e le dimensioni di un oggetto insolito. La presenza di elementi familiari sul paesaggio può far percepire il satellite come più vicino e quindi più grande. Quando invece si trova alto nel cielo, senza punti di riferimento immediati, può apparire più piccolo e lontano, anche se le sue dimensioni reali non cambiano.

Per ammirare il fenomeno non servono strumenti particolari né osservatori astronomici. Sarà sufficiente scegliere, se possibile, un luogo lontano dalle luci artificiali e guardare verso il cielo dopo il tramonto. Il prossimo appuntamento indicato nel calendario sarà il 24 novembre 2026, con la Superluna del Castoro.