Due episodi avvenuti nell’arco di pochi giorni hanno riacceso l’attenzione sull’area di corso Giolitti, nei pressi della stazione. Lunedì sera, attorno alle 22.30, e il giorno successivo, intorno alle 20, si sono verificati litigi, discussioni, urla e risse, con l’intervento di polizia, carabinieri e ambulanze.
Le scene, osservate anche dai residenti affacciati alle finestre, hanno alimentato la percezione di una situazione nuovamente fuori controllo. Una lettura che il questore di Cuneo, Rosanna Minucci, respinge, pur confermando i recenti episodi e riconoscendo l’esistenza di alcune criticità nella zona.
Controlli ordinari e servizi straordinari
Secondo la questura, l’area non è mai stata considerata terra di nessuno. La vicinanza alla stazione e la posizione strategica fanno di corso Giolitti un punto prioritario per le attività di prevenzione. I controlli vengono svolti sia nell’ambito dei servizi ordinari sia attraverso interventi straordinari, programmati in diversi giorni della settimana e coordinati tra le forze di polizia.
Minucci sottolinea che l’attenzione sull’area non è mai venuta meno. In alcuni casi, la concentrazione delle risorse su corso Giolitti può comportare una minore disponibilità per altri territori, ma senza che il presidio della zona venga trascurato. Per il questore, inoltre, gli episodi recenti non sono sufficienti a parlare di una recrudescenza dei fenomeni.
Ad essere cambiata, secondo la responsabile della questura, sarebbe soprattutto la percezione dei cittadini, oggi più sensibili e propensi a segnalare anche situazioni che non sempre corrispondono a un pericolo concreto. Alcune telefonate, riferisce Minucci, riguarderebbero semplici conversazioni dai toni accesi, interpretate come litigi o situazioni di emergenza.
Il confronto sul presidio sociale
Sul tema è intervenuta anche Giulia Marro, consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, che da anni segue le dinamiche dell’area. La consigliera contesta definizioni come gesto di follia e rivendica il lavoro svolto nel tempo per affrontare le problematiche più complesse, anche con il contributo della questura e delle forze dell’ordine.
Marro sostiene che la rappresentazione offerta da alcuni video diffusi dopo le grida o gli episodi di tensione non restituisca i miglioramenti registrati, a suo giudizio, sul fronte dello spaccio e dei regolamenti di conti tra bande. La consigliera invita quindi a evitare allarmismi e sottolinea la necessità di interventi rivolti alle persone che vivono situazioni di fragilità e dipendenza.
La proposta avanzata è quella di rafforzare la presenza dei sanitari di strada, con presidi esterni agli ospedali e agli uffici, capaci di intercettare direttamente sul territorio chi consuma droga o ha bisogno di assistenza. Per Marro, il lavoro sociale e sanitario dovrebbe affiancare l’attività di controllo, intervenendo prima che le situazioni di disagio possano degenerare.