Un giardino inclusivo, realizzato accanto alla sede dell’associazione La Gocciolina nei locali dell’Unione montana valle Varaita, è stato dedicato alla memoria di Spirito Cornaglia, maestro elementare e amministratore di lungo corso. L’iniziativa è stata promossa dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Roberto Ellena, con l’obiettivo di ricordare una figura considerata significativa per la comunità e per l’intera valle.
Cornaglia, insignito del titolo di cavaliere, ricoprì l’incarico di sindaco dal 1952 al 1967 e tornò poi alla guida del Comune a metà degli anni Ottanta. Nel corso dei suoi mandati si occupò delle principali esigenze di una realtà montana che, negli anni della ricostruzione, doveva ancora affrontare la carenza di collegamenti, servizi essenziali ed energia elettrica nelle borgate.
La cerimonia
All’inaugurazione, svoltasi ieri pomeriggio, ha partecipato l’assessore alla Montagna Marco Gallo. Erano presenti anche Ivana Casale, sindaca di Manta, in rappresentanza della Provincia, Roberto Dadone, sindaco di Sampeyre e vicepresidente dell’Unione montana, Giovanni Fina, sindaco di Melle e presidente del Bim del Varaita, Franca Biglio, sindaca di Marsaglia e presidente dell’Associazione nazionale piccoli comuni d’Italia, Elena Vincenti, sindaca di Isasca, e Giuliano Degiovanni, sindaco di Rossana.
Alla cerimonia ha preso parte anche una rappresentanza della famiglia. I familiari hanno espresso gratitudine al Comune di Frassino per la scelta di dedicare uno spazio pubblico alla memoria del loro congiunto, riconoscendone il ruolo svolto nella vita amministrativa e sociale del paese.
Il ricordo dell’amministratore
Il programma è proseguito nei locali del municipio con un incontro-convegno dedicato alla figura di Cornaglia. Tra i relatori l’avvocato Gianpiero Boschero, frassinese e conoscitore della storia della valle, che ha ripercorso l’attività dell’ex sindaco e le opere pubbliche realizzate durante i suoi mandati.
Nel suo intervento Boschero ha richiamato soprattutto la situazione dei primi anni Cinquanta, quando diverse borgate non disponevano ancora di strade di accesso, elettricità e servizi di base. Un contesto nel quale l’amministrazione locale fu chiamata ad accompagnare la ricostruzione e a sostenere il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione.
Il giornalista Giampaolo Testa ha invece inquadrato la vicenda nel periodo storico del primo dopoguerra, soffermandosi sulle conseguenze della devastante alluvione del 1957, che aveva colpito duramente la valle. Tra i temi ricordati anche il contributo di Cornaglia alla realizzazione della strada del Colle dell’Agnello, infrastruttura indicata come una delle opere più rilevanti legate alla sua esperienza amministrativa.