Con l’arrivo di Ferragosto, per molte persone torna il desiderio di riprendere l’attività fisica dopo giornate trascorse tra pranzi, grigliate e ritmi più rilassati. In provincia di Cuneo le possibilità non mancano: dalle pedalate sulle strade delle vallate alle camminate in montagna, passando per la corsa nei parchi e lungo i percorsi di pianura. La domanda, però, riguarda la quantità di esercizio necessaria per ottenere benefici.
La risposta dell’organismo
Uno studio della Rockefeller University di New York, pubblicato sulla rivista Cell Reports Medicine, ha confrontato gli effetti di diverse forme di movimento. I ricercatori hanno osservato che brevi esercizi ad altissima intensità possono provocare una risposta particolarmente ampia nell’organismo, anche quando la durata complessiva dell’allenamento è ridotta.
In particolare, i partecipanti hanno svolto sei sprint da 30 secondi, per un totale di appena tre minuti. Questa attività ha modificato quasi un quarto delle proteine analizzate nel sangue. Il confronto è stato effettuato con 90 minuti di esercizio moderato in bicicletta, che hanno prodotto cambiamenti in meno dello 0,25% delle proteine esaminate.
Gli sprint hanno inoltre determinato variazioni in oltre 200 metaboliti e un aumento di sostanze associate alla salute dei vasi sanguigni, al metabolismo e alla risposta agli ormoni. In una fase successiva, gli studiosi hanno analizzato i dati sanitari di oltre 53 mila persone, individuando un’associazione tra molte delle proteine coinvolte nell’attività intensa e un minore rischio di obesità, diabete di tipo 2 e altre malattie metaboliche.
Ripresa graduale dopo la pausa
I risultati suggeriscono quindi che, per ottenere una risposta significativa, non conta soltanto il tempo dedicato all’esercizio, ma anche la sua intensità. Questo non significa, però, che chi è rimasto inattivo debba iniziare subito con prove massimali. Il caldo di Ferragosto, soprattutto nelle zone di pianura, e la scarsa abitudine allo sforzo possono aumentare i rischi legati a una ripartenza troppo brusca.
Per chi si trova nella Granda, una camminata in salita, una pedalata, una corsa leggera o un’escursione possono rappresentare modalità sufficienti per tornare a muoversi. Gli esercizi più intensi possono essere inseriti in seguito, con gradualità e all’interno di un allenamento adeguato, soprattutto dopo settimane di scarsa attività.
La ricerca statunitense mette dunque in evidenza il ruolo dell’intensità nella risposta dell’organismo, senza trasformare i tre minuti di sprint in una raccomandazione valida per chiunque. Dopo una pausa, la scelta più prudente resta riprendere il movimento in modo progressivo, valutando il proprio livello di preparazione e le condizioni ambientali.