Ancora tensione nella Casa di Reclusione di Alba, dove il 20 agosto sette operatori della Polizia penitenziaria sono rimasti feriti durante una situazione di forte agitazione in una sezione detentiva. Gli agenti sono stati accompagnati al Pronto soccorso e hanno ricevuto prognosi comprese tra tre e otto giorni.
La rivolta nella sezione
Secondo la ricostruzione diffusa dalle organizzazioni sindacali, l’episodio è iniziato intorno alle 11.30, quando un detenuto ha cominciato a colpire ripetutamente con calci il cancello del reparto. Nel giro di pochi minuti, la protesta avrebbe coinvolto altri detenuti presenti nella sezione, tra urla, pressioni sul cancello e momenti di forte concitazione.
Di fronte all’aumento del numero di persone ostili, gli operatori presenti all’interno del reparto sono stati costretti a ripiegare temporaneamente all’esterno, con l’obiettivo di tutelare la propria incolumità e quella degli altri presenti. La situazione è poi ulteriormente peggiorata durante la distribuzione del vitto, intorno a mezzogiorno.
In quella fase, i detenuti coinvolti avrebbero forzato il cancello e sarebbero riusciti a uscire dalla sezione. Il personale intervenuto per contenere la situazione sarebbe stato aggredito con spintoni, calci e pugni. Secondo la ricostruzione dell’Osapp, nel gruppo erano presenti un ispettore e quattro agenti; complessivamente, però, i feriti sono stati sette.
Le richieste dei sindacati
L’episodio ha riacceso il dibattito sulle condizioni di sicurezza negli istituti penitenziari piemontesi. La Fns Cisl Piemonte ha parlato di un’ennesima aggressione alla Polizia penitenziaria, sostenendo che fatti di questo tipo non possano essere considerati episodi isolati. Il sindacato ha inoltre riferito che alcuni detenuti coinvolti sarebbero già stati protagonisti di atti violenti in altri istituti italiani.
La segreteria regionale della Fns Cisl ha chiesto una rivalutazione della gestione e della collocazione dei detenuti ritenuti ad alta pericolosità, indicando come obiettivo la tutela del personale. Le organizzazioni sostengono che servano interventi strutturali, e non soltanto misure adottate in emergenza.
Sulla vicenda è intervenuto anche Leo Beneduci, segretario generale dell’Osapp. Secondo il sindacalista, il fatto non sarebbe riconducibile a una semplice situazione di tensione: la forzatura del cancello, l’uscita dei detenuti dalla sezione e l’aggressione al personale rappresenterebbero il segnale di una criticità ormai elevata all’interno dell’istituto.
L’Osapp ha richiamato inoltre le difficoltà che, a suo giudizio, interessano da tempo le carceri del Piemonte e della Liguria, citando carenze di personale, condizioni operative complesse e una crescente esposizione degli operatori alla violenza. Beneduci ha chiesto al ministro della Giustizia di disporre verifiche immediate e di inviare ispettori nella Casa di Reclusione di Alba e, più in generale, negli istituti delle due regioni.