Agricoltura sostenibile

Proposta regionale per il carbon farming in Piemonte

Il piano prevede sostegni a misurazione, certificazione, ricerca e aggregazione delle imprese, con 100 mila euro dal 2027.

Proposta regionale per il carbon farming in Piemonte

Claudio Sacchetto, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, ha presentato una proposta di legge dedicata alla valorizzazione del carbon farming e dei servizi ecosistemici prodotti dalle attività agricole. L’obiettivo è rafforzare il ruolo delle imprese nella tutela del territorio, favorire lo stoccaggio del carbonio nei suoli e trasformare queste pratiche in una possibile opportunità di diversificazione del reddito per le aziende agricole piemontesi.

Il testo parte dalla considerazione che l’agricoltura non svolge soltanto una funzione produttiva, ma contribuisce anche alla conservazione degli equilibri ambientali. La proposta prende quindi in esame le tecniche capaci di incrementare e mantenere la sostanza organica dei terreni, favorire l’assorbimento e lo stoccaggio del carbonio, ridurre le emissioni di gas a effetto serra e migliorare fertilità e resilienza dei suoli.

Misurazione e certificazione

Uno dei nodi individuati riguarda i costi necessari per misurare, monitorare e certificare il carbonio presente nei terreni. Il provvedimento prevede che la Regione possa sostenere attività di assistenza tecnica, monitoraggio, formazione e informazione, oltre a iniziative di ricerca e sperimentazione. Tra gli interventi ipotizzati rientra anche il supporto alle spese per accedere ai sistemi di certificazione riconosciuti.

Particolare attenzione è riservata alle forme di aggregazione tra imprese. Cooperative, consorzi, organizzazioni di produttori e altre strutture associative potrebbero permettere alle aziende di condividere i costi per l’assistenza tecnica, la raccolta dei dati, il monitoraggio, la certificazione e la commercializzazione delle unità certificate. Secondo Sacchetto, questa impostazione sarebbe necessaria soprattutto per consentire alle piccole e medie imprese di accedere a un sistema che, se affrontato individualmente, potrebbe risultare troppo oneroso.

Risorse e raccordo istituzionale

La proposta prevede inoltre un collegamento con il Registro regionale dei crediti di carbonio e con gli eventuali sistemi nazionali ed europei di certificazione e registrazione, nel rispetto della normativa vigente. Il testo non punta alla creazione di un mercato regionale parallelo, ma assegna alla Regione un ruolo di accompagnamento e sostegno alle aziende.

Per l’attuazione è indicata una dotazione iniziale di 100 mila euro nel 2027, da finanziare attraverso le risorse regionali destinate all’agricoltura e allo sviluppo rurale. Per gli anni successivi, gli stanziamenti dovranno essere definiti con le leggi di bilancio, anche ricorrendo a fondi europei e nazionali compatibili. La proposta dovrà ora proseguire il proprio iter istituzionale in Consiglio regionale.