È partito intorno alle 14.30 di sabato 24 ottobre, da via Pola ad Alba, il corteo promosso contro il caporalato e lo sfruttamento dei lavoratori agricoli nelle Langhe, nel Roero e nel Monferrato. Alla mobilitazione hanno aderito Caritas Alba, Cgil Cuneo, Cisl Cuneo, Uil Asti-Cuneo, Libera Cuneo, Arci Cuneo-Asti e Arci Cinema Vekkio. I partecipanti chiedono condizioni di lavoro dignitose e interventi concreti nella filiera vitivinicola.
Le richieste delle organizzazioni
La manifestazione si è svolta in modo ordinato e ha portato nel centro cittadino le richieste di sindacati e associazioni, che sollecitano una maggiore assunzione di responsabilità da parte delle aziende, dei consorzi e delle istituzioni. Tra i temi indicati figurano le modalità di assunzione, l’accoglienza abitativa, i trasporti e il rafforzamento dei controlli a tutela dei lavoratori stagionali.
Al corteo hanno partecipato il direttore della Caritas albese don Domenico Degiorgis, il segretario generale della Cgil Cuneo Piertom as o Bergesio, il segretario generale della Cisl Cuneo Enrico Solavagione, il segretario territoriale Uila Cuneo Asti Alberto Battaglino e i consiglieri regionali Mauro Calderoni, del Partito democratico, e Giulia Marro, di Avs. Alla mobilitazione si è unito anche il sindaco di Alba Alberto Gatto, insieme a diversi rappresentanti del Consiglio comunale.
La partenza è avvenuta durante il fine settimana della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco. Tra i partecipanti anche il presidente della manifestazione, Axel Imberti, che ha richiamato l’attenzione sulle condizioni di una parte dei lavoratori impiegati nelle campagne di uno dei principali territori vitivinicoli italiani.
Il percorso e gli interventi conclusivi
Il percorso ha interessato corso Italia, piazza Michele Ferrero, via Einaudi, corso Europa, via Piero Ferrero, corso Ognissanti e corso Banská Bystrica. Il rientro è previsto attraverso via Einaudi e piazza Michele Ferrero, con arrivo in piazza San Paolo, dove sono programmati gli interventi conclusivi.
Gli interventi saranno introdotti dall’avvocata Valentina Sandroni di Libera. Sono previste le testimonianze di lavoratori braccianti e i contributi del vescovo di Alba Marco Brunetti, dell’imam El Hani Abdelhad, del produttore vitivinicolo Ascheri e di don Domenico Degiorgis.
La mobilitazione arriva dopo settimane di attenzione sul tema, alimentata anche dal dossier della Caritas L’altra vendemmia e dall’incendio del 9 ottobre all’ex caseificio Cappello, dove avevano trovato riparo anche lavoratori stagionali. Le organizzazioni promotrici chiedono che alla ricchezza e alla notorietà del territorio del vino corrispondano garanzie effettive per chi lavora nei vigneti, con una responsabilità condivisa tra imprese, istituzioni e comunità locali.