Il presidente dell’associazione Comuneroero odv, Cesare Cuniberto, interviene sul futuro del servizio di teleriscaldamento ad Alba e si fa portavoce delle preoccupazioni espresse da alcuni cittadini. Al centro della questione c’è la prospettata dismissione della centrale Alba Power, annunciata da Ferrero, che oggi alimenta la rete cittadina dell’acqua calda.
Secondo Cuniberto, l’associazione aveva segnalato il problema all’amministrazione comunale già un anno fa, dopo aver appreso dell’intenzione di Ferrero di interrompere l’attività della centrale. La nota ricorda inoltre che la questione è stata rilanciata dai media nel dicembre 2025 e nell’aprile 2026, con l’obiettivo di sollecitare una presa di posizione e l’avvio di un percorso operativo.
Le critiche ai tempi del Comune
Comuneroero contesta in particolare la gestione dei tempi da parte del Comune. Il presidente richiama le recenti dichiarazioni del sindaco Gatto sulla necessità di farsi trovare pronti e quelle dell’assessore Cavallo, secondo cui il servizio sarebbe entrato nella fase decisiva. Per l’associazione, invece, in oltre un anno non sarebbero stati compiuti passi sufficienti per affrontare una transizione che coinvolge più di 600 condomini e circa tre quarti della popolazione albese.
Tra gli aspetti ritenuti più urgenti vengono indicati i costi per gli utenti, la logistica e i tempi necessari per riorganizzare il sistema energetico. Comuneroero esprime inoltre perplessità sulle affermazioni relative alle future bollette, sostenendo che non sia possibile formulare valutazioni prima di conoscere quale impianto verrà realizzato e quale modello tariffario sarà adottato.
La nota cita anche la delibera comunale che prevede uno stanziamento di 48 mila euro per un consulente. L’associazione afferma che il professionista, per quanto a sua conoscenza, non sarebbe ancora stato individuato e chiede che la scelta ricada su una figura indipendente, in grado di valutare le proposte sotto il profilo tecnico, economico e dei tempi di realizzazione.
Le ipotesi sulla transizione
Comuneroero ipotizza un possibile ricorso a un mix energetico, con soluzioni come la cogenerazione a gas e le pompe di calore geotermiche o alimentate dall’acqua di falda. L’associazione sottolinea però che ogni alternativa avrebbe costi e tempi rilevanti e richiederebbe consumi di elettricità, acqua e gas. Secondo la nota, sarà quindi necessario verificare la sostenibilità del piano industriale e dell’impatto sulle tariffe per un periodo di almeno due decenni.
Tra le richieste avanzate figurano anche una proroga di almeno due anni termici da parte di Ferrero e una gara internazionale, probabilmente aperta a proposte tecniche differenti. Il consulente dovrebbe poi esaminare le offerte e verificarne la fattibilità. L’associazione ritiene improbabile che la procedura possa partire prima del prossimo anno, ma precisa che si tratta di ipotesi, in assenza di informazioni ufficiali dettagliate da parte dell’amministrazione.
La nota si conclude con la richiesta di un incontro pubblico in autunno, durante il quale il Comune dovrebbe illustrare il percorso previsto e le prospettive del servizio. In mancanza di un’iniziativa istituzionale, Comuneroero annuncia l’intenzione di organizzare direttamente un appuntamento con i cittadini.