Tutela ambientale

Termovalorizzatore, l’Osservatorio punta a oltre 100 Comuni

Il coordinamento piemontese prepara il supporto tecnico per le possibili fasi autorizzative dell’impianto in Liguria.

Termovalorizzatore, l’Osservatorio punta a oltre 100 Comuni

Una struttura operativa più snella, una rappresentanza territoriale più ampia e un approfondimento tecnico da avviare in anticipo. Sono i punti emersi dall’incontro dell’Osservatorio sul termovalorizzatore, convocato dall’Unione Montana Alta Langa a Bossolasco per proseguire il confronto sulla possibile realizzazione di un impianto in Liguria e sulle eventuali ricadute nei territori piemontesi.

Alla riunione hanno partecipato amministratori e rappresentanti degli enti coinvolti, tra cui Davide Falletto, presidente dell’Unione Montana Alta Langa, Roberto Bodrito, delegato della Provincia di Cuneo per le tematiche ambientali in Alta Langa, ed Enrico Brizio, direttore e responsabile del Dipartimento territoriale Piemonte Sud Ovest di Arpa Piemonte.

Una rete istituzionale in espansione

Il percorso parte dalla posizione già espressa da 44 Comuni, dalla Provincia di Cuneo e dall’Unione Montana Alta Langa, che hanno sottoscritto un documento contrario alla realizzazione di un termovalorizzatore nell’area o nelle zone limitrofe. Alla presa di posizione si sono aggiunti atti e deliberazioni degli enti locali. L’Osservatorio entra ora in una fase più operativa, con l’obiettivo di affiancare alla contrarietà istituzionale un’analisi tecnica sull’evoluzione dell’iter ligure.

Il modello organizzativo prevede due livelli di partecipazione: un gruppo ristretto, incaricato di seguire con continuità gli aspetti operativi e gli incontri tecnici, e una componente più ampia, destinata a mantenere informati gli enti e le realtà territoriali aderenti. Per la rappresentanza dei sindaci nel primo livello sono stati individuati, in questa fase, Marco Zunino, sindaco di Cortemilia o suo delegato, e Pietro Zaottini, consigliere comunale di Prunetto delegato dal sindaco Luigi Costa.

La composizione del gruppo operativo potrà essere integrata in base alle necessità. La scelta di una struttura ristretta, è stato sottolineato, non limita il coinvolgimento degli altri soggetti, ma punta a rendere più efficaci i confronti tecnici e istituzionali, garantendo allo stesso tempo un flusso costante di informazioni verso l’intera rete.

Dopo l’ingresso della Langa Cebana e il coinvolgimento del coordinamento delle associazioni ambientaliste della Valle Bormida, sono in corso interlocuzioni con altre realtà. L’obiettivo indicato dall’Osservatorio è superare i 100 Comuni rappresentati, rafforzando il coordinamento e il peso istituzionale del territorio.

Il ruolo del supporto tecnico

Arpa Piemonte partecipa al lavoro con una funzione di supporto tecnico nelle diverse fasi del procedimento. Il contributo dell’agenzia riguarda le attività necessarie a una corretta valutazione delle possibili ricadute ambientali sui territori interessati.

Nel corso dell’incontro è stato precisato che l’eventuale individuazione di un sito da parte della Regione Liguria non equivarrebbe all’autorizzazione alla costruzione dell’impianto. Alla scelta della localizzazione dovrebbero seguire la progettazione e, successivamente, l’eventuale procedimento di Valutazione di impatto ambientale, nel quale verificare la compatibilità dell’opera.

Qualora fossero previste ricadute su territori di un’altra Regione, gli enti piemontesi interessati potrebbero inoltre partecipare al procedimento secondo quanto stabilito dalla normativa ambientale. Per questo l’Osservatorio intende predisporre per tempo una base conoscitiva e strumenti tecnici utili alle valutazioni delle amministrazioni.

La Provincia di Cuneo continuerà a seguire la vicenda e a partecipare al coordinamento istituzionale. Roberto Bodrito ha richiamato, oltre agli aspetti tecnici, la storia della Valle Bormida e il percorso di sviluppo avviato nell’area, sottolineando la necessità di considerare le caratteristiche ambientali, morfologiche e climatiche del territorio.

In questo quadro rientra anche la strategia di Area interna che interessa la Valle Bormida, sostenuta da circa 12 milioni di euro di risorse pubbliche. I fondi sono destinati a interventi per il rafforzamento dei servizi e lo sviluppo locale, tra cui turismo, mobilità lenta, prevenzione degli incendi boschivi, recupero del patrimonio storico e sostegno alle comunità e alle attività economiche.

L’Unione Montana colloca il lavoro dell’Osservatorio dentro questo più ampio percorso: seguire l’eventuale iter dell’impianto, tutelare il territorio e accompagnare con dati e competenze le possibili fasi successive, salvaguardando le prospettive di sviluppo della Valle Bormida e dell’Alta Langa.