La mobilitazione contro l’ipotesi di realizzare un Centro di accoglienza straordinaria nell’ex ristorante La Torre di Brondello prosegue con un’iniziativa istituzionale. Il sindaco Paolo Radosta ha scritto una lettera aperta alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per chiedere maggiore coinvolgimento dei Comuni nelle procedure di individuazione delle strutture destinate all’accoglienza.
Nel paese della valle Bronda, che conta circa 270 abitanti, l’ipotesi riguarda l’accoglienza di circa 24 richiedenti asilo all’interno dell’ex ristorante La Torre, struttura riconducibile alla cooperativa Oltremare. Secondo l’amministrazione, una presenza di queste dimensioni inciderebbe in modo significativo sugli equilibri della comunità, rappresentando quasi il 10 per cento della popolazione residente.
La protesta della comunità
La vicenda aveva già coinvolto cittadini e amministratori. Il 2 aprile si era svolto un incontro pubblico per illustrare la situazione e contestualmente era stata avviata una raccolta firme contraria al progetto. In seguito erano comparsi striscioni lungo la strada tra i Comuni di Pagno e Brondello, mentre 183 cittadini avevano sottoscritto un esposto.
Nella lettera a Meloni, Radosta precisa di non voler mettere in discussione il ruolo degli organi tecnici e delle altre autorità, ma rivendica per il Comune la possibilità di rappresentare preventivamente le caratteristiche del territorio. Il sindaco chiede che l’amministrazione locale possa evidenziare eventuali criticità prima che il procedimento sia sostanzialmente definito, senza attribuirle un potere di veto assoluto sulle decisioni dello Stato.
Le verifiche richieste dal Comune
Tra gli aspetti indicati dall’amministrazione figurano la compatibilità urbanistica ed edilizia dell’immobile, la destinazione d’uso degli spazi, la sicurezza della struttura, gli impianti, la prevenzione incendi, le condizioni igienico-sanitarie e la gestione degli scarichi. Radosta segnala inoltre che l’ex struttura alberghiera dispone di una superficie complessiva di circa 501 metri quadrati, mentre quella riconducibile alla destinazione ricettiva sarebbe di circa 77,78 metri quadrati.
Il primo cittadino sottolinea di non essere contrario all’accoglienza e di non considerare la presenza di persone provenienti da altri Paesi un problema in sé. La richiesta, spiega, è che l’accoglienza sia ordinata, proporzionata, sicura e rispettosa delle regole, tanto per le persone accolte e gli operatori quanto per i proprietari degli immobili e la comunità locale.
Tra le proposte avanzate nella lettera c’è la revisione dei criteri dei bandi prefettizi, con una valutazione del rapporto tra numero degli ospiti e popolazione residente, delle caratteristiche dei piccoli Comuni e delle aree montane. Il Comune chiede anche controlli preventivi sulla sicurezza e sulla conformità degli immobili, oltre a un coinvolgimento formalizzato dell’amministrazione prima dell’assunzione delle decisioni.
La lettera si conclude con l’invito rivolto alla presidente del Consiglio a visitare Brondello e la valle Bronda. L’obiettivo dichiarato è mostrare direttamente la realtà di una comunità di poche centinaia di abitanti e gli effetti che procedure nazionali possono avere sugli equilibri locali. Il Comune, conclude Radosta, non chiede di sottrarsi al dovere di solidarietà, ma che questa sia sostenibile, proporzionata e condivisa.