Nuove cure

A Cuneo la brachiterapia interstiziale per il tumore cervicale

Intervento ad alta complessità riservato alle forme localmente avanzate: finora due pazienti hanno ricevuto il trattamento.

A Cuneo la brachiterapia interstiziale per il tumore cervicale

Dal 20 agosto la Radioterapia dell’Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle di Cuneo esegue la brachiterapia interstiziale ginecologica, una tecnica ad alta complessità destinata al trattamento del carcinoma della cervice uterina localmente avanzato. La struttura cuneese è attualmente l’unica in Piemonte a offrire questa procedura. Finora le pazienti trattate sono state due.

Una dose mirata sul tessuto malato

La brachiterapia è una forma di radioterapia nella quale una sorgente radioattiva viene portata a contatto con il tumore attraverso sottili guide. Nella tecnica tradizionale, queste vengono inserite nella vagina e nell’utero. Quando la massa è voluminosa, asimmetrica o si estende ai tessuti vicini, tuttavia, l’approccio può non essere sufficiente.

La tecnica interstiziale prevede l’inserimento di aghi direttamente nel tessuto malato, in sala operatoria e sotto guida ecografica continua. In questo modo la dose può essere modellata con precisione millimetrica sulla forma del tumore, riducendo l’esposizione di organi sani come vescica e intestino. Secondo la direttrice della Radioterapia, Anna Maria Merlotti, gli studi internazionali indicano per le forme più estese un miglior controllo della malattia senza un aumento degli effetti collaterali.

Le linee guida europee ESGO ed ESTRO considerano questo approccio uno standard di qualità. Prima dell’attivazione del servizio, le pazienti del territorio che necessitavano della procedura dovevano rivolgersi a strutture fuori regione.

Formazione e lavoro multidisciplinare

Il progetto è stato avviato nel 2024 grazie a una raccolta fondi della Fondazione Ospedale Cuneo, che ha finanziato sei mesi di formazione presso la Radioterapia dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano. La preparazione si è svolta sotto la guida di Andrea Vavassori, referente dell’istituto per la brachiterapia.

All’équipe hanno partecipato il radioncologo Francesco Olivero, l’infermiera di radioterapia Veronica Liberatore, il ginecologo Carmelo Calidona, l’anestesista Sarah Palmisano e il fisico Alberto Boriano. Poiché si tratta di una procedura invasiva, l’impianto degli aghi viene eseguito nelle sale operatorie della Ginecologia con il supporto ecografico dei ginecologi. Dopo l’intervento, la paziente resta ricoverata nel reparto.

Il percorso coinvolge Radioterapia, Fisica Sanitaria, Ostetricia e Ginecologia, Anestesia e Rianimazione, Radiologia, Farmacia, Servizio Nutrizionale, Gastroenterologia, Blocco Operatorio, Sterilizzazione e i servizi informatici, amministrativi e di programmazione dei ricoveri. Andrea Puppo, direttore di Ostetricia e Ginecologia e del Dipartimento Chirurgico, sottolinea che la disponibilità di sale operatorie, ecografia e posti letto ha permesso di organizzare il percorso fin dall’avvio.

Per il direttore generale Franco Ripa, il risultato nasce dalla collaborazione tra più servizi e consente di offrire una presa in carico completa. La presidente della Fondazione Ospedale Cuneo ETS, Silvia Merlo, collega invece l’attivazione della tecnica alla raccolta fondi che ha sostenuto la formazione del personale e reso possibile l’offerta della procedura sul territorio.