Posizioni a confronto

Civismo alle urne, attacco alle nuove liste

La formazione contesta sigle e protagonisti della competizione amministrativa

Civismo alle urne, attacco alle nuove liste

La corsa verso le prossime elezioni amministrative di Cuneo è al centro di un intervento diffuso dalla lista civica Cuneo Mia, che critica la crescente presenza di gruppi e formazioni ispirati al civismo. Secondo il movimento, il dibattito locale sarebbe caratterizzato da una sorta di riscoperta collettiva dell’impegno civico, accompagnata dalla nascita di numerose sigle e aggregazioni.

La critica alle nuove aggregazioni

Nel documento vengono citati, tra gli altri, i nomi Cuneo civica, Patto civico, Rete civica, Cantiere civico e Sinergia-CN. La lista sostiene che sotto queste denominazioni si sarebbero riunite persone con esperienze politiche passate differenti e, in alcuni casi, apparentemente inconciliabili. Per comprendere la portata del fenomeno, Cuneo Mia richiama la definizione di civismo del dizionario Treccani, inteso come alto senso dei doveri di cittadino e disponibilità a sacrificare l’interesse personale per l’utilità comune.

Applicando questo principio alla realtà cuneese, però, il gruppo parla di un risultato molto diverso da quello dichiarato. A suo giudizio, la società civile avrebbe un ruolo marginale, mentre i principali promotori delle iniziative sarebbero riconducibili ad attivisti politici e a persone già coinvolte nelle dinamiche amministrative. Il documento definisce questi soggetti gruppi di potere e li accusa di muoversi per costruire alleanze e ottenere incarichi, anche in continuità con chi ha governato la città negli ultimi vent’anni. Si tratta di valutazioni politiche espresse dalla lista, che non vengono accompagnate nel testo da repliche dei gruppi chiamati in causa.

Il nodo della comunicazione

Un altro elemento contestato riguarda la comunicazione delle nuove formazioni. Cuneo Mia richiama i primi volantini, descritti come curati e costosi, e i siti internet caratterizzati da una struttura articolata e da numerosi contenuti. Da qui nasce la domanda sulle modalità di finanziamento di un’operazione ritenuta particolarmente consistente. Il movimento esclude che possa trattarsi soltanto di autofinanziamento spontaneo della base e interpreta la strategia come un tentativo di cambiamento formale senza una reale discontinuità politica.

Nel passaggio centrale dell’intervento, la lista parla di civismo spurio e richiama la frase del Gattopardo secondo cui, affinché tutto resti com’è, è necessario che tutto cambi. La critica è rivolta a chi, secondo Cuneo Mia, utilizzerebbe l’etichetta civica per rinnovare la propria immagine e recuperare credibilità. In contrapposizione a questo modello viene indicato il civismo sociale sperimentato a piazza Europa, descritto come un percorso orizzontale fondato sulla partecipazione di cittadini e comitati e sulla centralità dei diritti.

La lista precisa comunque che ogni soggetto ha il diritto di candidarsi e di proporre la propria idea di amministrazione. Ciò che viene contestato è la scelta di presentarsi, a suo giudizio, sotto una definizione non coerente con le pratiche e le esperienze politiche dei promotori. Per Cuneo Mia, il civismo dovrebbe restituire ai cittadini un ruolo da protagonisti, rappresentando un metodo di governo e non soltanto un’etichetta elettorale. La conclusione affida agli elettori cuneesi il compito di valutare la credibilità delle diverse proposte al momento del voto.