L’ingresso del sistema confindustriale piemontese nel capitale de La Stampa viene presentato da Giuliana Cirio come una scelta legata non soltanto alla finanza, ma anche alla responsabilità verso il territorio. La direttrice di Confindustria Cuneo ha spiegato le ragioni della partecipazione in un editoriale pubblicato sull’ultimo numero della rivista trimestrale dell’associazione, MadeinCuneo.
Le ragioni dell’investimento
Nel testo, intitolato "L’informazione è una infrastruttura della competitività del territorio", Cirio sostiene che l’operazione possa contribuire a preservare e rafforzare il ruolo del quotidiano torinese, considerato un patrimonio editoriale con oltre un secolo di storia. Secondo la direttrice, il coinvolgimento degli industriali può ridurre la distanza tra il mondo produttivo e il racconto pubblico delle attività economiche.
Le imprese, osserva Cirio, investono, innovano, esportano, creano occupazione e affrontano trasformazioni complesse, ma una parte di questo lavoro rimarrebbe poco visibile. Da qui, nella ricostruzione proposta nell’editoriale, l’interesse a sostenere un progetto editoriale capace di mantenere l’attenzione sulle comunità locali e sui territori.
Confindustria Cuneo ha destinato all’operazione 1,5 milioni di euro, la stessa somma investita dalla Fondazione Crc. Cirio scrive che la presenza congiunta dei due soggetti dovrebbe rafforzare il peso del territorio nel nuovo assetto societario e contribuire a mantenere centrali le realtà locali nel progetto del giornale. Nell’editoriale vengono inoltre richiamate le ricerche alla base del piano industriale, secondo cui l’informazione locale e il racconto dei territori rappresentano contenuti di particolare valore per i lettori.
Il nodo della governance
Il passaggio più rilevante del testo, secondo l’articolo, riguarda la conferma che l’operazione sarebbe stata condotta insieme da Confindustria e Fondazione Crc. La distinzione sottolineata è quella relativa all’origine delle risorse: gli imprenditori investirebbero capitali propri, mentre la Fondazione utilizzerebbe risorse riconducibili alla comunità di riferimento.
Cirio fa parte del nuovo consiglio di amministrazione de La Stampa. L’articolo collega inoltre la sua posizione all’ipotesi, indicata come già nota, di un possibile incarico da segretaria generale della Fondazione Crc. In questo scenario, si pone il problema della rappresentanza della Fondazione nel cda del quotidiano: resta da capire se potrebbe disporre di due componenti oppure se Cirio dovrebbe lasciare il posto a un altro esponente di area confindustriale.
Tra i rappresentanti citati figura Federico Borgna, al quale potrebbe rimanere il compito di rappresentare la Fondazione nel caso di una modifica degli incarichi. L’articolo richiama anche l’ex presidente degli industriali cuneesi, Mauro Gola, sostenendo che non avrebbe finora fornito chiarimenti sull’operazione. Le valutazioni sulla governance restano comunque legate a eventuali decisioni future e non costituiscono, nel testo, l’annuncio di un nuovo incarico.