La Regione Piemonte ha stanziato 1,48 milioni di euro del Fondo Sociale Europeo per ampliare l’orario dei nidi comunali a partire dall’anno educativo 2026-2027. Il provvedimento coinvolge 77 Comuni e 78 progetti, con l’obiettivo di rendere i servizi per l’infanzia più flessibili e compatibili con le esigenze quotidiane delle famiglie.
In provincia di Cuneo sono stati assegnati complessivamente 290.283 euro, distribuiti tra dieci amministrazioni. I contributi ammontano a 7.406 euro per Ceresole d’Alba, 55.384 euro per Cuneo, 20.769 euro per Mondovì, 14.168 euro per Cortemilia e 13.846 euro per Villanova Mondovì.
Le risorse ai Comuni
La ripartizione prosegue con 62.790 euro a Beinette, 41.860 euro a Savigliano, 38.640 euro a Bra, 28.175 euro a Fossano e 7.245 euro a Bene Vagienna. I Comuni potranno utilizzare i finanziamenti, secondo le necessità del territorio e nei limiti stabiliti dal bando, per prolungare l’orario settimanale, aprire il sabato mattina oppure mantenere attivi i nidi durante le vacanze natalizie e le altre pause didattiche.
L’ampliamento dei servizi non comporterà costi aggiuntivi per le famiglie né aumenti delle tariffe a carico degli utenti. La misura punta in particolare a sostenere i genitori che lavorano con orari prolungati o che hanno bisogno di un servizio attivo nei periodi di sospensione delle attività educative.
Conciliazione e presidio territoriale
L’assessore regionale all’Istruzione e Merito Daniela Cameroni ha spiegato che l’intervento nasce dalla necessità di conciliare meglio i tempi di lavoro e quelli familiari. Secondo l’assessore, il sostegno può essere utile anche ai Comuni più piccoli, dove la presenza di un nido contribuisce a mantenere i servizi essenziali e a rendere il territorio più attrattivo per le giovani famiglie.
Il programma è stato avviato per la prima volta nell’anno educativo 2021-2022. Tra il 2021 e il 2026 la Regione Piemonte ha destinato circa 9 milioni di euro all’estensione degli orari dei servizi per l’infanzia, coinvolgendo circa 3.000 bambini. Nel complesso, i contributi hanno raggiunto più di 350 Comuni piemontesi e circa 430 strutture, consolidando una misura pensata per rispondere alla domanda di maggiore flessibilità e contrastare lo spopolamento dei centri più piccoli.