Comune e Provincia di Cuneo stanno verificando la possibilità di sostenere il Tribunale, alle prese con una grave carenza di personale amministrativo. L’ufficio giudiziario ha segnalato il rischio concreto di dover sospendere alcuni servizi essenziali rivolti ai cittadini, chiedendo agli enti del territorio una collaborazione straordinaria.
La valutazione degli enti locali
La sindaca di Cuneo, Patrizia Manassero, ha espresso vicinanza istituzionale al Tribunale, sottolineando però che ogni intervento dovrà essere compatibile con le disponibilità degli organici comunali. L’ipotesi allo studio riguarda misure temporanee e straordinarie, basate sulla volontarietà dei dipendenti eventualmente coinvolti.
Manassero ha richiamato anche la responsabilità dei livelli centrali nell’amministrazione della giustizia. Il Comune sta quindi verificando quali siano le condizioni tecniche e organizzative per poter offrire un contributo concreto, pur in presenza di proprie difficoltà sul fronte del personale.
Anche la Provincia sta esaminando la richiesta. Il vicepresidente Massimo Antoniotti, dopo aver informato il presidente Luca Robaldo, ha spiegato che l’ente valuterà la sostenibilità di un’eventuale collaborazione e la disponibilità dei dipendenti. La Provincia, ha ricordato, soffre a sua volta di carenze di organico anche in seguito agli effetti della riforma Delrio. Un incontro nei prossimi giorni servirà ad approfondire gli aspetti operativi.
La situazione dell’ufficio giudiziario
Il presidente del Tribunale, Mario Amato, ha indicato in almeno 7-8 unità il personale necessario, attraverso un distacco temporaneo dagli enti locali e previo via libera del Ministero. L’obiettivo è evitare il blocco di alcuni servizi amministrativi connessi allo svolgimento dei processi e all’assistenza dell’utenza.
Secondo i dati forniti dal vertice dell’ufficio, la scopertura dell’organico amministrativo è pari al 39%: a fronte di 61 dipendenti in servizio, ne mancherebbero altri 39. La presenza effettiva è inoltre ridotta da malattie, distacchi per motivi sindacali e permessi previsti dalla legge 104. Per scongiurare una paralisi, sono state temporaneamente bloccate anche le ferie.
Gli enti locali si sono dati tempo fino al 30 ottobre 2026 per fornire una risposta definitiva. Entro quella scadenza dovrà essere chiarito se sarà possibile attivare la collaborazione richiesta oppure se il Tribunale dovrà ridurre l’erogazione di alcuni servizi pubblici.