Orientamento scolastico

Gastaldi: «Il lavoro tecnico non è una scelta di serie B»

L’ex parlamentare richiama il calo degli artigiani e invita famiglie e studenti a rivalutare percorsi professionalizzanti.

Gastaldi: «Il lavoro tecnico non è una scelta di serie B»

«In dieci anni il Piemonte ha perso più di 46.000 artigiani, oltre mille solo nella nostra Granda». È il dato richiamato da Flavio Gastaldi, sindaco di Genola e presidente dell’Unione del Fossanese, in una lettera indirizzata a una testata giornalistica. Al centro dell’intervento c’è la difficoltà crescente nel reperire elettricisti, muratori e altri professionisti dell’artigianato, insieme alla necessità di rivalutare il ruolo degli istituti tecnici e professionali.

Gastaldi cita i numeri della CGIA di Mestre e li collega a situazioni quotidiane, come l’attesa di giorni per un intervento anche semplice da parte di un elettricista. Secondo il sindaco, il problema non sarebbe legato alla mancanza di lavoro, ma alla forte richiesta che impegna gli artigiani nei cantieri e nelle urgenze. Una condizione che, a suo avviso, riflette una carenza strutturale di personale qualificato.

La scelta della scuola superiore

Nella sua riflessione, Gastaldi esclude che la responsabilità possa essere attribuita ai ragazzi. A 12 o 13 anni, sostiene, la scelta della scuola superiore risente del contesto familiare e sociale, delle aspettative e dei messaggi ricevuti durante la crescita. Tra questi, l’idea secondo cui chi ottiene buoni risultati debba necessariamente frequentare il liceo.

Il sindaco racconta di aver scelto, a suo tempo, l’IIS Vallauri di Fossano, andando contro le indicazioni prevalenti e con il sostegno dei genitori. Una decisione che, afferma, rifarebbe ancora oggi. Da cittadino e poi da amministratore, Gastaldi dice di aver continuato a sostenere che gli istituti tecnici e professionali non siano percorsi di serie B.

Le esigenze delle imprese

Nel testo vengono citati, tra gli istituti presenti nell’area, il Vallauri, il CNOS FAP di Fossano e l’IPSIA di Savigliano. Gastaldi sostiene che molte imprese cercano gli studenti già prima del diploma, sfruttando le occasioni di incontro organizzate dalle scuole. Ricorda inoltre di aver appoggiato, quando era parlamentare, la riforma degli ITS, dedicati alla formazione tecnica superiore.

La proposta viene riassunta in una provocazione: «Un figlio laureato e un figlio muratore». L’obiettivo dichiarato è mettere in discussione la gerarchia culturale che tende a considerare il percorso universitario più prestigioso rispetto a quello tecnico o professionale. Secondo Gastaldi, chi consegue una qualifica e lavora come muratore o elettricista può iniziare subito l’attività e, in alcuni casi, ottenere un reddito superiore a quello di molti laureati precari.

Lo stesso autore definisce la sua posizione una provocazione e auspica che possa alimentare il dibattito tra famiglie e studenti in vista delle prossime scelte scolastiche. La lettera si chiude con gli auguri per la festa dell’Assunta e per Ferragosto.