Domenica 13 settembre, alla partenza del Bisalta Trail, ci sarà anche Elio Giubergia, 63 anni, di Pianfei. Affronterà il percorso più breve, lungo 16 chilometri e con 800 metri di dislivello. Un impegno che, fino a pochi mesi fa, sembrava impossibile: dopo la malattia e una pesante chemioterapia, Giubergia ha dovuto ricostruire forza, equilibrio e controllo delle gambe.
Nella vita ha fatto il contadino e poi il poliziotto della Stradale. Alla corsa in montagna si è avvicinato soprattutto dopo la pensione, partecipando da amatore a competizioni in diverse località, anche in Francia. Non ha mai inseguito risultati o medaglie: correva per divertirsi e mantenersi attivo, spesso nelle retrovie. Ora, però, l’obiettivo è semplicemente tagliare il traguardo. "Arriverò ultimo", dice con serenità, consapevole che la gara rappresenta soprattutto una conquista personale.
La diagnosi e i mesi delle cure
Il 2025 ha cambiato profondamente la sua vita. A marzo Giubergia era stato sottoposto a un intervento per l’inserimento di una protesi al ginocchio. Dopo circa un mese e mezzo aveva ripreso a correre con gradualità, ma nel frattempo aveva iniziato ad avvertire un prurito continuo, che si spostava da una parte all’altra del corpo.
Dopo la morte della madre, alla quale prestava assistenza, ha deciso di sottoporsi a controlli più approfonditi. Gli accertamenti hanno evidenziato un’ombra nella gabbia toracica e nel giugno 2025 è arrivata la diagnosi di linfoma di Hodgkin, un tumore del sangue. I medici gli hanno spiegato che le possibilità di guarigione erano elevate con una chemioterapia pesante. Il trattamento si è concluso a Natale del 2025, ma il fisico è rimasto fortemente provato. "Ero guarito perfettamente, ma ero rimasto uno straccio", racconta.
La preparazione per il trail
La ripresa è cominciata con brevi passeggiate in paese. Per cinque mesi, con l’aiuto del personal trainer Mattia, Giubergia ha lavorato sulla muscolatura e sul recupero della condizione fisica. A fine giugno ha lasciato la palestra e ha iniziato a correre nuovamente nei boschi, pensando al Bisalta Trail.
Il ritorno all’attività non è stato semplice. La chemioterapia gli ha lasciato una neuropatia, con una riduzione del controllo delle gambe. Durante i primi tentativi di corsa gli arti non rispondevano come prima e in un’occasione è anche caduto. Nonostante le difficoltà, però, non ha rinunciato all’obiettivo di indossare di nuovo un pettorale e partecipare a una gara.
Alla partenza saranno presenti la moglie, i due figli di 23 e 26 anni e gli amici che lo hanno accompagnato nei mesi della malattia. Giubergia vuole portare con sé un messaggio di speranza per chi sta affrontando un periodo difficile: anche un traguardo apparentemente insensato può aiutare a rimettere insieme i pezzi. Il ringraziamento va infine al reparto di Ematologia dell’ospedale di Cuneo, che lo ha curato. Per lui, la prova del Bisalta Trail sarà una giornata di rinascita, sostenuta dalla corsa e dalla volontà di tornare alla vita di prima.