A Castellar sono agli ultimi ritocchi i lavori per il Tavolo delle Meraviglie, un’installazione multigioco realizzata attraverso un percorso partecipato. L’opera è stata costruita nell’arco di una settimana nella struttura polivalente di piazza Tomatis, con il coinvolgimento di famiglie, bambini, associazioni, Centro famiglie e altri cittadini. Il primo test con le famiglie si è svolto ieri, mentre la conclusione del percorso è prevista con un pomeriggio di festa lunedì 5 ottobre dalle 16.30.
Il progetto, intitolato Un tavolo per San Ghermi, è stato coordinato dall’artista contemporaneo torinese Stefano Fiorina, già noto a Saluzzo per l’intervento realizzato nel quartiere Maria Ausiliatrice con centinaia di fiori di carta prodotti insieme agli alunni delle scuole. A Castellar il lavoro ha coinvolto direttamente la comunità nella progettazione, nella decorazione e nell’assemblaggio di una struttura composta anche da materiali di recupero. Alcuni elementi provengono dalle scenografie di un film girato nel Saluzzese.
Giochi per tutte le età
Il grande tavolo nasce dall’idea di una tavolata di paese destinata a trasformarsi in più spazi ludici. La struttura comprende un’area per le biglie con la sabbia, una tenda per il nascondino, il maxigolf, un tavolo da ping pong, il domino e una mini pista da bowling. L’obiettivo dichiarato è favorire l’incontro tra generazioni, offrendo ai più piccoli occasioni di gioco e agli adulti la possibilità di ritrovare attività della propria infanzia.
Il multigioco è modulare e smontabile e sarà trasferito a San Ghermi, nella settecentesca Villa Aliberti, edificio pubblico situato sulla collina di Castellar. La struttura, diversa dall’omonima dimora signorile nel centro di Saluzzo, è destinata a diventare un punto di riferimento per attività legate al bosco, allo studio, al turismo sostenibile e allo sport all’aperto, con spazi per cicloturismo, mountain bike e podismo. Il tavolo potrà essere collocato all’interno o all’esterno dell’edificio e utilizzato in diversi periodi dell’anno.
Il progetto WoodViso
L’installazione rappresenta una delle azioni del progetto WoodViso, promosso dal Comune di Saluzzo con la Fondazione Amleto Bertoni e Walden. L’iniziativa punta alla rigenerazione ambientale e alla valorizzazione del territorio, con il recupero e la rinaturalizzazione del bosco di Villa Aliberti. Per questo intervento il Comune ha ottenuto un finanziamento regionale di 225.811 euro, che si aggiunge ai 450mila euro già stanziati dalla Fondazione CRCuneo.
Tra i partner figurano la Fondazione Apm, Ratatoj, Viso a Viso, Weco e diverse cooperative del Terzo settore. Secondo quanto spiegato dalla vicesindaca di Saluzzo Francesca Neberti, la riqualificazione di Villa Aliberti prevede spazi ricettivi per famiglie e cicloturisti, soluzioni di ospitalità come case sugli alberi e case hobbit, aree di coworking e ambienti destinati ad attività culturali, creative e didattiche.
Il prosindaco di Castellar Eros Demarchi ha indicato inoltre tra gli utilizzi futuri laboratori per giovani fino ai 30 anni, attività scolastiche sul riuso e sul consumo consapevole, percorsi formativi per le imprese e iniziative dedicate alla sostenibilità. Sono previste anche collaborazioni con artisti e progetti culturali, comprese residenze ed eventi. La villa dovrebbe quindi ospitare attività rivolte alla comunità, alle scuole, alle aziende e ai frequentatori dei sentieri della collina.