Una colluttazione tra detenuti si è verificata nel carcere di Saluzzo, dove l’intervento della Polizia Penitenziaria ha permesso di separare rapidamente i protagonisti. Al termine dell’episodio, a terra è stata trovata una lama rudimentale, circostanza che ha aggravato il quadro di sicurezza all’interno dell’istituto.
Secondo quanto riferito dal Sappe, gli agenti sono intervenuti prima che la situazione potesse degenerare ulteriormente. Il sindacato sottolinea il rischio affrontato quotidianamente dal personale e considera il ritrovamento del coltellino un ulteriore segnale dell’elevata tensione presente nelle carceri piemontesi.
La denuncia del sindacato
Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, ha sostenuto che l’episodio confermi una crisi non più riconducibile a casi isolati. Il Sappe parla di una situazione strutturale che interesserebbe l’intero distretto di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, con problemi legati al sovraffollamento, alle aggressioni e alla carenza di personale.
Nel quadro tracciato dall’organizzazione, a Torino sono state registrate 57 aggressioni, mentre nel carcere di Genova Marassi i detenuti sarebbero quasi 700. Ad Aosta, invece, viene segnalata una grave insufficienza di organico. Complessivamente, secondo il sindacato, mancherebbero centinaia di agenti della Polizia Penitenziaria e lo straordinario sarebbe diventato una presenza stabile nell’organizzazione dei servizi.
Stato di agitazione e richiesta al DAP
Il Sappe, insieme a Osapp, Uil Fp Polizia Penitenziaria e Uspp, ha proclamato lo stato di agitazione. Le organizzazioni hanno inoltre comunicato ai vertici del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria il venir meno della fiducia nella gestione del Provveditorato regionale e hanno chiesto di valutare l’avvicendamento del provveditore Mario Antonio Galati.
Vicente Santilli, segretario nazionale del Sappe per il Piemonte, ha riconosciuto la tempestività dell’intervento degli agenti di Saluzzo, ma ha evidenziato che la sicurezza degli istituti non può dipendere soltanto dall’impegno del personale. Tra le criticità citate figurano anche incendi, danneggiamenti, tentativi di suicidio, atti autolesionistici, accorpamento dei posti di servizio e ricorso sistematico allo straordinario.
Al centro delle richieste rivolte al DAP c’è il rafforzamento degli organici, insieme a una diversa gestione delle situazioni considerate più pericolose. I sindacati contestano in particolare l’assegnazione di soltanto 30 nuovi agenti all’intero distretto, ritenuta insufficiente rispetto alle necessità del sistema penitenziario nelle tre regioni coinvolte.