Credito alle imprese

Bce, nuovo rialzo dei tassi: pressione sulle Pmi piemontesi

Confartigianato segnala finanziamenti in calo e costi più elevati per le aziende artigiane del territorio

Bce, nuovo rialzo dei tassi: pressione sulle Pmi piemontesi

L’aumento dei prezzi dell’energia continua a incidere sull’inflazione, sui tassi di interesse e sulle curve dei rendimenti. In questo contesto, la Bce ha deciso due rialzi dei tassi di riferimento, a giugno e a settembre, entrambi pari a 25 punti base.

La nuova stretta monetaria aggiunge pressione soprattutto sulle micro e piccole aziende, già alle prese con una contrazione dei finanziamenti. In Piemonte, la dinamica trimestrale dei prestiti bancari alle piccole e medie imprese ha registrato a giugno 2026 una variazione del -3,8%.

Prestiti in calo per le piccole aziende

Tra le maggiori regioni, le contrazioni più contenute rispetto alla media si osservano in Lombardia, con il -1,5%, in Sicilia, con il -2,6%, in Campania, con il -3%, nel Lazio, con il -3,1%, e in Puglia, con il -3,4%. Le flessioni più marcate riguardano invece la Toscana, al -6,1%, e il Veneto, al -4,9%. Tra le altre regioni, le diminuzioni più ampie si registrano in Valle d’Aosta, al -9,1%, nelle Marche, al -6,6%, e in Liguria, al -5,7%.

Secondo Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte, il nuovo rialzo arriva in una fase delicata per il sistema produttivo e rischia di aumentare ulteriormente il costo del credito. Ad agosto 2026 il tasso applicato alle imprese è indicato al 3,85%, stabile rispetto al 3,86% di luglio, ma in crescita di 36 punti base rispetto al minimo del 3,49% registrato a marzo 2026 e di 222 punti base rispetto a giugno 2022.

Felici evidenzia un effetto asimmetrico della politica monetaria: il credito continua a crescere per il sistema produttivo nel suo complesso, mentre diminuisce per le aziende di minori dimensioni, che costituiscono la componente più numerosa del tessuto imprenditoriale italiano. L’aumento del costo dei finanziamenti e la riduzione dei prestiti possono frenare gli investimenti in innovazione, produttività e competitività.

Investimenti in macchinari in rallentamento

Le differenze territoriali nella dinamica del credito risultano accentuate. Una performance peggiore delle piccole imprese rispetto al complesso delle aziende è stata rilevata in 19 casi su 21. Confartigianato richiama inoltre i dati nazionali sugli investimenti in macchinari: nel secondo trimestre del 2026 sono diminuiti del 2,3% rispetto ai tre mesi precedenti e sono aumentati dell’1,2% su base annua, in forte rallentamento rispetto al +6,4% del primo trimestre.

Il presidente regionale dell’associazione contesta quindi l’efficacia delle politiche che, mentre richiamano la necessità di innovazione, produttività e sostenibilità, rendono più costoso l’accesso ai finanziamenti. Da qui la richiesta di un cambio di impostazione nelle scelte comunitarie, considerate penalizzanti per le piccole e medie attività e per i cittadini.