Prevenzione estiva

Emicrania, il caldo può aumentare il rischio di attacchi

Temperature elevate, perdita di liquidi e luce intensa possono favorire crisi: utili prudenza, acqua e parere medico.

Emicrania, il caldo può aumentare il rischio di attacchi

L’ondata di caldo che interessa l’Italia può rendere più difficile l’estate per le persone che soffrono di emicrania. Le temperature elevate possono abbassare la soglia emicranica, aumentando la probabilità che si manifesti un attacco, soprattutto quando si sommano ad altri fattori di rischio.

Non esiste una temperatura precisa oltre la quale sia possibile prevedere l’insorgenza di una crisi. A incidere possono essere anche umidità, pressione atmosferica, disidratazione, mancanza di sonno, digiuno, luce intensa, stress e cambiamenti nelle abitudini quotidiane legati all’estate e alle vacanze. La combinazione di più elementi può rendere più probabile la comparsa del mal di testa.

Attenzione a liquidi, sole e sbalzi termici

Il caldo agisce anche indirettamente. La sudorazione aumenta la perdita di acqua ed elettroliti e la disidratazione è un fattore noto nel favorire gli attacchi. Le temperature elevate possono inoltre modificare il sonno e gli orari dei pasti, mentre l’esposizione alla luce solare intensa può rappresentare un elemento scatenante o aggravante. Anche il vento può risultare problematico per alcune persone. La fotofobia, cioè la sensibilità alla luce, è infatti un sintomo frequentemente associato agli episodi emicranici.

Non ci sono evidenze che impongano a chi soffre di emicrania di evitare l’aria condizionata. Alcuni pazienti riferiscono tuttavia che l’esposizione prolungata all’aria fredda o il passaggio continuo dall’esterno molto caldo a un ambiente climatizzato possano favorire una crisi. L’indicazione generale è quindi evitare gli sbalzi termici e mantenere, per quanto possibile, una temperatura stabile, senza passaggi bruschi dal caldo intenso a luoghi molto freddi.

Quando valutare una strategia preventiva

Alcune persone registrano una maggiore frequenza degli attacchi durante i mesi estivi. Se la stagionalità è evidente e il peggioramento risulta significativo, è possibile valutare con il proprio medico una strategia preventiva personalizzata per i periodi di maggiore vulnerabilità. Non è invece consigliabile modificare autonomamente le terapie o assumere farmaci a scopo preventivo senza il confronto con uno specialista. Va inoltre limitato, quando possibile, il ricorso frequente ai farmaci sintomatici.

Tra le principali misure di prevenzione c’è una corretta idratazione. Bere regolarmente acqua diventa particolarmente importante nelle giornate più calde, quando la sudorazione aumenta. Nelle ore di maggiore esposizione è inoltre consigliabile proteggersi dalla luce con occhiali da sole e cappello, oltre a ridurre la permanenza sotto il sole diretto.

Un mal di testa improvviso e molto intenso, diverso dal solito o accompagnato da febbre, confusione, alterazioni della coscienza o altri sintomi neurologici non deve essere attribuito automaticamente al caldo o all’emicrania. In presenza di questi segnali è necessaria una valutazione medica.