Previsioni meteo

El Niño, autunno mite e piogge in Piemonte

I modelli indicano un avvio umido, mentre il freddo potrebbe arrivare soltanto nella fase conclusiva della stagione.

El Niño, autunno mite e piogge in Piemonte

Il 2026 potrebbe concludersi sotto l’influenza di uno degli episodi di El Niño più intensi degli ultimi decenni. Secondo gli ultimi aggiornamenti dell’Organizzazione meteorologica mondiale, il fenomeno è ormai consolidato nell’Oceano Pacifico tropicale e dovrebbe persistere fino a febbraio 2027, con possibili effetti sul clima globale anche nei mesi successivi.

El Niño è un fenomeno naturale legato al riscaldamento anomalo delle acque superficiali del Pacifico orientale, nella fascia equatoriale compresa tra le coste dell’America meridionale e l’Indonesia. L’evento si alterna alla fase opposta, caratterizzata dal raffreddamento delle acque e chiamata La Niña, secondo un ciclo variabile generalmente compreso tra due e sette anni. Il riscaldamento oceanico modifica la circolazione atmosferica e può influenzare temperature, precipitazioni e frequenza degli eventi estremi in diverse aree del pianeta.

Un episodio di intensità eccezionale

Uno degli indicatori più utilizzati per misurare il fenomeno è il Niño 3.4, riferito alla porzione centrale del Pacifico equatoriale. Le proiezioni del Centro meteorologico europeo indicano che il valore potrebbe superare i +3,5 °C tra novembre e dicembre 2026. La WMO stima inoltre al 69% la probabilità che l’episodio diventi storico, superando l’intensità dei principali eventi osservati dal 1950.

Gli effetti sull’Europa non sono diretti e si manifestano con ritardo, soprattutto dalla parte finale dell’autunno. La grande quantità di energia trasferita all’atmosfera dalle acque calde del Pacifico si somma al riscaldamento globale e può favorire una maggiore frequenza di fenomeni atmosferici estremi. L’influenza effettiva sul Piemonte, tuttavia, sarà mediata da altri fattori della circolazione atmosferica e non determinerà condizioni identiche in ogni area.

Le prospettive per il Piemonte

In Piemonte l’ondata di calore iniziata alla fine di agosto si è conclusa martedì 8 settembre, dopo una fase condizionata dall’anticiclone africano. Il 5 settembre, con l’autunno meteorologico già iniziato, la media delle temperature massime regionali ha raggiunto 28,5 °C: circa 33 °C in pianura e 37,4 °C a Villanova Solaro, in provincia di Cuneo. Tra il 3 e il 7 settembre, 160 termometri della rete Arpa Piemonte hanno stabilito un record mensile di temperatura massima, pari a circa il 58% dei sensori. Record per le minime più alte sono stati registrati da 137 stazioni.

Le previsioni stagionali dell’ECMWF indicano per l’autunno un flusso atlantico più attivo, con perturbazioni dirette verso l’Europa occidentale e il Mediterraneo. Dopo un settembre con precipitazioni complessivamente vicine alla norma, ma concentrate soprattutto nella parte finale del mese, i mesi successivi potrebbero presentare anomalie positive di pioggia. Le temperature sono attese sopra le medie sull’Europa meridionale: per il Piemonte si prospetta quindi una fase mite e umida, con precipitazioni anche abbondanti e quota neve inizialmente elevata.

Durante l’inverno, dopo un avvio ancora mite e piovoso, le perturbazioni potrebbero spostarsi gradualmente a nord delle Alpi, lasciando spazio a un periodo più asciutto e con valori termici superiori alla media. Soltanto nella parte conclusiva della stagione potrebbero verificarsi irruzioni di aria fredda, anche intense ma brevi, con possibilità di nevicate a quote più basse. Si tratta comunque di indicazioni medie di lungo periodo, che non escludono variazioni locali o episodi temporanei di segno diverso.