La Regione Piemonte ha pubblicato un bando dedicato agli investimenti irrigui delle aziende agricole. La misura dispone di una dotazione iniziale di 571.686 euro, che potrà essere incrementata fino a 3 milioni di euro con una successiva deliberazione della Giunta regionale. L’obiettivo è sostenere interventi per migliorare l’efficienza dell’irrigazione, conservare l’acqua stagionale e utilizzare, dove previsto, risorse idriche affinate.
Possono partecipare gli imprenditori agricoli singoli o associati in possesso della qualifica di coltivatore diretto o di imprenditore agricolo professionale. È inoltre richiesta una produzione standard pari o superiore a 12.000 euro. La misura interessa quindi le aziende piemontesi intenzionate ad adeguare gli impianti e a rafforzare la capacità di gestione della risorsa idrica in un contesto segnato da una crescente variabilità climatica.
Gli interventi finanziabili
Il bando individua tre categorie di opere. La prima riguarda il miglioramento, il rinnovo e il ripristino degli impianti irrigui esistenti, senza aumento netto della superficie irrigata. La seconda comprende la realizzazione, l’ampliamento, il miglioramento, la ristrutturazione e la manutenzione straordinaria di bacini e altri sistemi di stoccaggio e conservazione, comprese le opere aziendali di adduzione e distribuzione riferite ad acque stagionali, anche raccolte attraverso la captazione della pioggia.
La terza categoria riguarda l’impiego di acque affinate come fonte alternativa di approvvigionamento. Per tutte le tipologie il contributo è pari al 65% della spesa ammissibile, sotto forma di contributo in conto capitale. L’investimento deve avere un valore compreso tra 5.000 e 150.000 euro per ciascun beneficiario. Sono ammesse, tra le altre, le spese per beni immobili e relative pertinenze, nuovi macchinari, impianti e attrezzature, leasing, investimenti immateriali e spese generali collegate, queste ultime entro il limite del 10%.
Risparmio idrico e scadenze
Uno dei requisiti centrali riguarda la capacità dell’intervento di ridurre i consumi. La valutazione ex ante deve evidenziare un risparmio idrico potenziale minimo del 25% rispetto all’impianto oggetto di miglioramento. Quando i lavori interessano corpi idrici superficiali o sotterranei classificati in condizioni non buone per ragioni quantitative, la riduzione minima effettiva deve raggiungere almeno il 50% del risparmio potenziale.
Il bando richiede inoltre la presenza di contatori in grado di misurare il consumo d’acqua relativo agli interventi finanziati. Se non già disponibili, i dispositivi possono essere installati nell’ambito dello stesso progetto. La domanda dovrà essere presentata entro il 30 ottobre 2026, mentre gli interventi dovranno essere conclusi e rendicontati entro 18 mesi dall’approvazione.
La misura è stata valutata positivamente da Cia Agricoltori Italiani Cuneo. Pietro Busso, responsabile provinciale del settore Finanza agevolata, ha sottolineato che il contributo può aiutare le aziende ad affrontare la minore disponibilità d’acqua, ma ha richiamato l’attenzione sulla necessità di dimostrare l’effettiva riduzione dei consumi. L’organizzazione invita a predisporre per tempo i progetti, considerando i tempi necessari per la verifica dei requisiti, la valutazione tecnica del risparmio e l’eventuale acquisizione delle autorizzazioni.