Diritti negati

Manifestazione ad Alba contro caporalato e sfruttamento

Caritas, sindacati e realtà associative chiedono assunzioni regolari, controlli più forti e una gestione pubblica dell’accoglienza.

Manifestazione ad Alba contro caporalato e sfruttamento

Si è svolta negli spazi di Zona H ad Alba la presentazione della manifestazione pubblica contro la schiavitù e lo sfruttamento lavorativo, in programma nel pomeriggio di sabato 24 ottobre. Il corteo partirà da via Pola e raggiungerà piazza Michele Ferrero, dove sono previsti interventi pubblici.

L’iniziativa è promossa da Caritas, Libera, Arci, Cgil, Cisl e Uil, insieme a numerose realtà del territorio che hanno già aderito o stanno valutando di farlo. Tra queste figurano Comunità LaudatoSì Alba e LaudatoSì Piemonte, Slow Food Alba Langhe e Roero, Acia Alba, Comuneroero, l’Osservatorio per la tutela del Paesaggio di Langhe e Roero, Canale Ecologia, l’Associazione Culturale Il Paese, il Forum Salviamo il Paesaggio, Altritasti e Pro Natura Piemonte.

Le richieste al centro della mobilitazione

Obiettivo della manifestazione è sensibilizzare l’opinione pubblica e le persone direttamente coinvolte sul fenomeno del caporalato e sullo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura e in altri settori. Tra le proposte discusse durante la presentazione ci sono le assunzioni dirette, una regia pubblica per organizzare accoglienza, abitazioni e trasporti, la piena applicazione della legge 199 sul caporalato, con l’estensione della responsabilità alle aziende, e il potenziamento delle attività ispettive.

Nel confronto, condotto dalla giornalista Francesca Pinaffio, sono intervenuti il direttore della Caritas don Domenico Degiorgis, Enrico Solavaggione della Cisl, Nicola Miraglia della Cgil e Valentina Sandroni di Libera. Il dibattito ha evidenziato la complessità del fenomeno e le difficoltà del Sistema Lavoro nel rispondere alla domanda di occupazione nell’intero territorio cuneese.

Tra le ipotesi esaminate anche la creazione di una struttura consortile, sul modello adottato in Franciacorta, nel Bresciano, per gestire in modo più corretto le assunzioni. È stata inoltre sottolineata la necessità di dare maggiore visibilità a un problema che non riguarda più soltanto il periodo della vendemmia, ma l’intero anno agricolo.

Il ruolo di istituzioni e imprese

Secondo i promotori serve un sistema coordinato tra istituzioni, Comuni, aziende, consorzi di settore, sindacati e associazioni agricole. L’obiettivo è sostenere le imprese corrette e contrastare i tentativi di caporalato attraverso controlli più efficaci, in un contesto in cui gli organici destinati alle verifiche sono ritenuti insufficienti.

La manifestazione di sabato ad Alba vuole quindi sollecitare un cambiamento e richiamare l’attenzione sulle condizioni delle persone definite invisibili, spesso esposte a ricatti e vulnerabilità. Gli organizzatori invitano i lavoratori a partecipare e chiedono ai cittadini di condividere una battaglia sociale che, a loro giudizio, non può essere affrontata ignorando il fenomeno.