Pro Natura Cuneo ha segnalato alle istituzioni lo stato di conservazione del Parco reale di Racconigi, dopo una visita organizzata per i propri soci all’inizio dell’autunno. L’associazione ha indirizzato la denuncia alla Direzione regionale Musei nazionali Piemonte, al Ministero della Cultura, alla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio della Città metropolitana di Torino e al sindaco di Racconigi.
Secondo Pro Natura, il complesso si troverebbe in una condizione di degrado definita inaccettabile e inspiegabile. L’organizzazione ricorda che in passato la visita veniva proposta ogni anno, anche per il valore paesaggistico del luogo, ma che l’iniziativa era stata interrotta. Il ritorno nel parco avrebbe evidenziato una situazione molto distante da quella attesa per uno dei principali complessi storico-paesaggistici del Piemonte.
Un patrimonio storico e paesaggistico
Nel documento, il parco viene descritto non come una semplice area verde annessa alla residenza sabauda, ma come una vera opera d’arte, costruita attraverso oltre due secoli di trasformazioni, progettazioni paesaggistiche, interventi botanici e architettonici. Il suo valore, sottolinea l’associazione, deriva dall’insieme formato da alberi monumentali, prati, corsi d’acqua, viali e manufatti, organizzati nel tempo attorno alla residenza reale.
Per questa ragione, la manutenzione non riguarderebbe soltanto la cura ordinaria della vegetazione. La perdita di un viale storico, il deterioramento di un manufatto, la mancata cura dei corsi d’acqua o l’invasione delle prospettive originarie da parte della vegetazione comprometterebbero, secondo Pro Natura, una parte dell’identità storica del complesso.
Le criticità segnalate
Tra gli elementi osservati durante la visita vengono indicati erba alta, vegetazione rinsecchita, ailanto e altre specie infestanti, oltre ad alberi caduti o non adeguatamente gestiti. L’associazione segnala inoltre laghi asciutti, percorsi che necessiterebbero di interventi e manufatti segnati dal tempo. L’insieme di queste condizioni restituirebbe un’immagine non coerente con l’importanza culturale e paesaggistica del sito.
Pro Natura precisa che un parco paesaggistico non deve necessariamente apparire completamente ordinato. Vegetazione spontanea, legno morto e aree meno curate possono infatti rientrare in una gestione naturalistica. Il problema, sostiene l’associazione, si presenta quando la crescita incontrollata compromette le strutture storiche, i percorsi, le visuali e il disegno paesaggistico originario. Nel caso di Racconigi, la situazione viene definita non come una scelta naturalistica, ma come abbandono.
La denuncia richiama anche il valore pubblico ed ecosistemico dell’area e il suo ruolo come risorsa turistica. Pro Natura ricorda infine un passato in cui la dacia russa ospitava una biblioteca, la scuderia dei cavallini una caffetteria e il parco attirava numerosi visitatori durante l’intera giornata. Il documento, firmato dal presidente Domenico Sanino e datato 20 ottobre 2026, si chiude con la richiesta implicita di chiarire le ragioni dello stato di abbandono segnalato.