Si è aperta ad Alba, nella sede della Fondazione Ferrero, l’undicesima edizione del Master universitario di secondo livello in Innovation in Food Science and Technology, promosso dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Cremona e dedicato alla memoria di Michele Ferrero. L’inaugurazione si è svolta venerdì 23 ottobre, alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni accademiche, della Fondazione e del gruppo alimentare.
Il percorso, interamente in lingua inglese, alterna le lezioni frontali nel campus universitario di Cremona alle attività pratiche nelle sedi Ferrero di Alba. Il programma comprende anche due viaggi di studio: il primo al Borgo Laudato Si’ di Castel Gandolfo, il secondo a Chicago, negli Stati Uniti, con visite al Ferrero Innovation Center e alla Northwestern University. L’anno accademico sarà completato da un tirocinio di tre mesi in azienda ad Alba.
Un percorso tra università e impresa
Nel saluto introduttivo, Carlo Vassallo, segretario generale della Fondazione Ferrero, ha ricordato l’obiettivo alla base dell’iniziativa, nata per formare professionalità in grado di sviluppare e guidare progetti creativi e innovativi nel settore industriale. Ai lavori hanno partecipato, tra gli altri, Elena Beccalli, rettrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, il cardinale Fabio Baggio, direttore generale del Centro di Alta Formazione Laudato Si’, Laurent Cremona, responsabile ricerca e sviluppo di Soremartec, Lorenzo Morelli, coordinatore del Master, e Rocco Bellantone, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità.
Bellantone ha tenuto la lectio magistralis intitolata Longevità in salute: prevenzione e innovazione nella prospettiva One Health. Al centro del suo intervento sono stati i temi della prevenzione, dell’equità nei sistemi alimentari e sanitari e dell’accessibilità dei benefici dell’innovazione. La prospettiva One Health è stata presentata come un approccio capace di collegare la salute delle persone a quella degli animali, dell’ambiente e dei sistemi alimentari.
Studenti da sette Paesi
Per l’anno accademico 2026-2027 sono stati ammessi 11 studenti provenienti da Bosnia, Cile, India, Italia, Marocco, Messico e Turchia. Le loro esperienze formative comprendono le tecnologie alimentari, le biotecnologie e le scienze della nutrizione. Durante il Master, gli allievi svolgeranno 96 ore di attività applicative e lavoreranno allo sviluppo di quattro prodotti alimentari innovativi.
Il piano didattico è organizzato in cinque aree: nutrizione umana e diete sane e sostenibili; tecnologie emergenti per la trasformazione e la conservazione degli alimenti; psicologia dei consumi e marketing intelligence; normativa sulla sicurezza alimentare; business case. Tra gli interventi inaugurali, Beccalli ha sottolineato il valore del confronto tra studenti internazionali e discipline diverse, mentre Baggio ha richiamato i temi della sostenibilità, della biodiversità e del rapporto tra nutrizione, produzione e trasformazione degli alimenti.