Orientamento scolastico

A Cuneo il Volley incontra studenti su talento e sacrifici

Un confronto su disciplina, pressione, responsabilità e scelte rivolto ai ragazzi dell’istituto Grandis.

A Cuneo il Volley incontra studenti su talento e sacrifici

Mercoledì 28 ottobre, all’Istituto di Istruzione Superiore Sebastiano Grandis di Cuneo, si è svolto l’incontro Game Changers, promosso insieme ai rappresentanti d’istituto e di consulta con la partecipazione del Cuneo Volley. Il confronto, dedicato al tema Oltre il Talento: sudore, sogni e quello che non si vede in TV, ha coinvolto i ragazzi in una riflessione sul rapporto tra passione, disciplina e crescita personale.

All’iniziativa sono intervenuti il direttore sportivo Paolo Brugiafreddo, il tecnico Mauro Rizzo, il palleggiatore Manuel Coscione e il capitano Domenico Cavaccini. L’obiettivo era mostrare come i risultati nello sport professionistico siano legati non soltanto alle capacità individuali, ma anche al lavoro quotidiano, ai sacrifici, alla capacità di affrontare gli ostacoli e alla responsabilità verso il gruppo.

Disciplina e responsabilità

Ad aprire l’incontro sono stati i rappresentanti degli studenti, che hanno invitato i compagni a partecipare con attenzione e a considerare l’appuntamento come un’occasione concreta di orientamento. Uno dei primi temi affrontati è stato quello della disciplina. Per Brugiafreddo il talento, da solo, non è sufficiente: servono costanza, impegno e rispetto degli altri. La disciplina, ha spiegato, significa assumersi un impegno e viverlo con passione, un principio applicabile anche alla scuola e alla vita quotidiana.

Rizzo ha raccontato la propria esperienza con la Nazionale italiana Under 21 maschile durante la pandemia, segnata da lunghi ritiri, allenamenti e lontananza dalla famiglia. Quel percorso si è concluso con il secondo posto europeo e la conquista del titolo mondiale, risultati che hanno permesso di evidenziare il lavoro spesso invisibile che precede una vittoria.

Il capitano Domenico Cavaccini ha parlato invece del significato della fascia e della responsabilità verso la squadra e la città. Il ruolo, ha sottolineato, richiede esempio quotidiano e disponibilità a mettersi al servizio del gruppo. Spazio anche ai temi dell’ansia, della pressione e della paura del giudizio, particolarmente vicini agli adolescenti. Cavaccini ha invitato i ragazzi a essere sinceri con se stessi, riconoscendo progressi e limiti senza trasformare ogni errore in una valutazione del proprio valore.

Passione, errori e scelte

Brugiafreddo ha sottolineato l’importanza di sapere di aver dato il massimo anche quando il risultato non risponde alle aspettative. Accettare una sconfitta, riconoscere la superiorità dell’avversario, chiedere aiuto e confrontarsi con persone di fiducia sono passaggi che fanno parte del percorso. Partendo dal motto dell’istituto, Pensa, sogna, credi e osa, gli studenti hanno chiesto agli ospiti come trovare il coraggio di inseguire i propri obiettivi.

Il tecnico Rizzo ha raccontato di aver lasciato un lavoro in banca e una posizione stabile per dedicarsi completamente alla pallavolo. Una scelta accompagnata da dubbi, ma sostenuta dalla volontà di seguire la propria passione. Ai ragazzi ha suggerito di riconoscere le proprie attitudini e di cercare ciò che li motiva davvero, nella consapevolezza che ogni cammino richiede impegno e rinunce.

Il confronto ha riguardato anche il rapporto tra allenatori e giocatori e la necessità di costruire un ambiente sano. Secondo Brugiafreddo, i problemi devono essere affrontati attraverso il dialogo, senza nasconderli dietro un’apparente armonia. Il confronto, ha spiegato, consente di consolidare un gruppo e rappresenta un valore anche nel contesto scolastico. Sul timore di fallire, il direttore sportivo ha invitato i ragazzi a non fare del risultato l’unico metro di giudizio, mentre Rizzo ha ricordato che la fiducia nasce anche dall’allenamento e dalla ripetizione.

Tra le testimonianze più personali, Cavaccini ha raccontato di aver attraversato una fase difficile, durante la quale si era temporaneamente allontanato dal campo. Lo sport lo ha aiutato a ritrovare equilibrio e a proseguire il proprio percorso. Manuel Coscione ha invece ricordato gli anni trascorsi a Cuneo tra il 2005 e il 2007, segnati dalla conquista di una Coppa Italia e dal raggiungimento delle semifinali dei playoff davanti a un palazzetto gremito. Il palleggiatore ha spiegato che il ruolo richiede competenze tecniche, tattiche e relazionali: oltre a distribuire il gioco, occorre conoscere i compagni e interpretarne le reazioni nei momenti più difficili.

L’incontro ha così collegato lo sport a temi come aspirazioni, gestione degli errori, relazioni e capacità di affrontare le difficoltà. Attraverso domande e riflessioni, i ragazzi hanno partecipato a un momento di orientamento e crescita che ha utilizzato le esperienze del Cuneo Volley per proporre spunti validi anche oltre il campo di gioco.