Alta complessità

Tre ictus insieme, il Santa Croce di Cuneo attiva due sale

Pazienti arrivati quasi nello stesso momento da Savigliano, Verduno e dal capoluogo: aperti percorsi simultanei per garantire cure tempestive.

Tre ictus insieme, il Santa Croce di Cuneo attiva due sale

Tre pazienti con ictus ischemico grave sono arrivati quasi contemporaneamente all’ospedale Santa Croce di Cuneo, mettendo alla prova l’organizzazione del nosocomio. I malati provenivano dagli ospedali di Savigliano e Verduno, mentre un ulteriore paziente era residente nel capoluogo. Tutti avevano bisogno di trattamenti ad alta specializzazione e di un intervento rapido.

L’episodio si è verificato in un lunedì 19 ottobre, giornata già complessa per l’attività ospedaliera. La simultaneità degli arrivi ha richiesto il coordinamento tra il Dipartimento di emergenza e accettazione, la Neurologia, la Neuroradiologia interventistica, l’Anestesia del Blocco operatorio e il personale infermieristico e tecnico. L’obiettivo era assicurare a ciascun paziente la diagnosi e la terapia nel minor tempo possibile.

Una patologia tempo-dipendente

L’ictus ischemico è provocato dall’occlusione di un’arteria cerebrale da parte di un coagulo o di un trombo. La riduzione del flusso sanguigno impedisce ai neuroni di ricevere ossigeno e può causare danni permanenti, disabilità grave o morte. Per questo la patologia è considerata tempo-dipendente, come l’infarto del miocardio: entro quattro ore e mezza dall’esordio dei sintomi può essere indicata la trombolisi endovenosa oppure una procedura di trombectomia endovascolare.

La dottoressa Maria Federica Grasso, direttrice della Struttura complessa di Neurologia, ha spiegato che l’eccezionalità della situazione è stata determinata dall’arrivo dei pazienti quasi nello stesso momento al DEA di Cuneo. La Struttura semplice del DEA, diretta dalla dottoressa Nicoletta Artana e inserita nella Medicina di emergenza e urgenza guidata dal dottor Giuseppe Lauria, ha collaborato alla gestione dei percorsi assistenziali.

Due sale angiografiche operative

Il neurologo Ciro Scarpato ha coordinato i trasferimenti e il percorso interno, partecipando alla fase diagnostica e all’indirizzo terapeutico. Dove indicato, ha inoltre gestito la trombolisi farmacologica e il successivo ricovero nella Stroke Unit.

La squadra di Neuroradiologia interventistica, diretta dal dottor Fabrizio Venturi, ha attivato un piano di emergenza rendendo disponibili due sale angiografiche in simultanea. In una sala è intervenuto Venturi, nell’altra il dottor Alberto Negri. In questo modo è stato possibile sottoporre rapidamente a trattamento endovascolare i due pazienti più urgenti. Il terzo è stato trattato successivamente, poiché presentava un esordio dei sintomi più distante nel tempo.

Per fronteggiare la situazione, alcuni operatori hanno sospeso temporaneamente attività in corso, mentre altri hanno prolungato il turno di servizio. Il Santa Croce e Carle svolge il ruolo di hub provinciale nella rete regionale per l’ictus e riceve pazienti dalle ASL CN1 e CN2 per la disostruzione dei vasi intracranici.

La Stroke Unit, diretta dalla dottoressa Anna Dutto e inserita nella struttura guidata da Grasso, insieme alla Neuroradiologia interventistica rappresenta uno dei riferimenti per il trattamento della patologia. L’ospedale riferisce un volume annuo di circa 450 ricoveri per patologie vascolari cerebrali acute, con almeno 150 pazienti sottoposti a trattamenti farmacologici o interventistici urgenti. Secondo quanto comunicato dalla struttura, tutti e tre i pazienti sono stati salvati.