Memoria e rischio

Ad Alba un convegno sul clima a 32 anni dall’alluvione

Esperti, amministratori e studenti discutono strategie, competenze e consapevolezza ambientale

Ad Alba un convegno sul clima a 32 anni dall’alluvione

Alba ha ospitato al Teatro Sociale G. Busca il convegno Cambiamento climatico, Protezione civile e Territorio tra passato, presente e futuro, organizzato a 32 anni dall’alluvione del 1994. L’incontro ha riunito istituzioni, ricercatori, tecnici e studenti per riflettere sulla memoria dell’evento, sulla prevenzione del dissesto idrogeologico e sulle nuove emergenze legate alla trasformazione del clima.

La mattinata di giovedì 5 novembre è stata introdotta e coordinata da Alessandro Paire, ricercatore dell’Università di Genova. I saluti istituzionali sono stati affidati al sindaco di Alba Alberto Gatto, all’assessore regionale Daniele Sobrero, intervenuto anche a nome del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, al presidente della Provincia di Cuneo Luca Robaldo e all’assessore comunale Edoardo Fenocchio.

Prevenzione e gestione del territorio

Nel corso dei lavori sono stati affrontati diversi aspetti della sicurezza territoriale. Andrea Carapellucci della Corte dei conti ha analizzato la gestione delle attività di prevenzione, mitigazione e contrasto del dissesto idrogeologico. Daniele Caffarengo della Regione Piemonte ha illustrato il ruolo della Protezione civile regionale nella gestione delle emergenze, mentre Francesca Munerol della Fondazione CIMA ha approfondito il rapporto tra giovani generazioni e consapevolezza del rischio, richiamando l’esperienza della COP dei Giovani.

Gianluca Zanichelli dell’Agenzia interregionale per il fiume Po si è concentrato sulle attività di protezione idraulica del territorio piemontese. Jessica Maria Chicco dell’Università di Torino ha affrontato il tema della geologia applicata alla pianificazione delle emergenze, con particolare attenzione alla lettura del territorio e all’individuazione delle aree instabili. Laura Campigotto della Protezione civile del Comune di Alba ha presentato il Piano comunale di protezione civile.

Gli interventi di Marco Altamura, giurista della Fondazione CIMA, e Piera Vipiana dell’Università di Genova hanno riguardato rispettivamente le sfide della Protezione civile nel contesto del cambiamento climatico e il sistema delle competenze multilivello nella gestione del territorio. L’iniziativa è stata organizzata dalla Fondazione CIMA, Centro di competenza del Dipartimento della Protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Il ruolo delle nuove generazioni

All’appuntamento hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, volontari della Croce Rossa Italiana, dell’Associazione Nazionale Carabinieri, dell’A.I.B., delle Misericordie e della Protezione civile comunale. Presenti anche gli studenti di alcune classi degli istituti superiori della città, coinvolti in una riflessione sul rapporto tra conoscenza, responsabilità e sicurezza.

Tra i temi centrali è emersa l’idea che la prevenzione non possa limitarsi a interventi occasionali, ma debba diventare una strategia permanente fondata su programmazione, investimenti, formazione e partecipazione. Secondo quanto evidenziato da Francesca Munerol, i giovani devono essere considerati parte attiva della comunità e ricevere gli strumenti necessari per comprendere i rischi del territorio, l’adattamento e la mitigazione dei cambiamenti climatici.

Tra le attività già avviate rientrano gli incontri nelle scuole con i volontari della Protezione civile e la COP dei Giovani, simulazione della Conferenza delle Parti sul clima ideata dalla Fondazione CIMA. Il progetto punta a favorire la comprensione scientifica dei cambiamenti climatici e l’elaborazione di proposte concrete.

Nel ricordo delle vittime dell’alluvione del 1994, Alba ha quindi collegato la memoria dell’emergenza alle responsabilità del presente. La sicurezza del territorio, è stato sottolineato durante il convegno, richiede il coinvolgimento delle istituzioni, degli operatori, dei cittadini e delle nuove generazioni.