Sapori antichi

La confraternita difende la tradizione della salsiccia di Bra

A BRA’S il sodalizio racconta origini, ricetta e peculiarità dell’insaccato piemontese

La confraternita difende la tradizione della salsiccia di Bra

La Confraternita della Salsiccia di Bra ha partecipato al festival BRA’S, in programma fino a domenica 20 settembre, con l’obiettivo di raccontare la storia e le caratteristiche di uno dei prodotti più riconoscibili della gastronomia piemontese. L’iniziativa si è svolta a Bra, dove il sodalizio ha allestito uno spazio dedicato alla tutela della tradizione e ha accolto anche il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio.

Nata nel 2016 per iniziativa, tra gli altri, di Livio Bramardi e Giacomo Berrino, la confraternita riunisce persone impegnate nella salvaguardia della salsiccia braidese sotto il profilo storico, tecnico e culturale. I membri hanno sottoscritto una carta statutaria che indica come obiettivi la difesa e la valorizzazione del prodotto, realizzato ancora secondo una ricetta legata alla tradizione locale.

La storia dell’insaccato braidese

La salsiccia di Bra, chiamata anche sautissa, è inserita nell’Atlante dei Prodotti Agroalimentari tradizionali del Piemonte. Secondo la ricostruzione riferita da Fabio Bailo, socio fondatore della confraternita, si tratta dell’unica salsiccia italiana autorizzata a essere preparata con carne di vitello anziché esclusivamente con carne suina.

La tradizione fa risalire la nascita del prodotto alla prima metà dell’Ottocento, quando il sovrano del Regno di Sardegna Carlo Alberto avrebbe autorizzato la preparazione con carne di vitello per venire incontro alle esigenze della comunità ebraica della vicina Cherasco, che non poteva consumare carne di maiale per motivi religiosi. In origine l’insaccato era composto soltanto da vitello; oggi può contenere anche una quantità modesta di carne suina.

Ricetta e varianti dei macellai

Il risultato dipende dalla qualità delle materie prime e dal mix di spezie utilizzato. Pur nel rispetto del disciplinare definito dal consorzio di tutela e valorizzazione, non esiste una versione completamente identica per tutti: le proporzioni degli aromi possono variare da un macellaio all’altro, determinando differenze nel gusto.

La salsiccia di Bra viene consumata in diversi modi, anche cruda, oltre che inserita in preparazioni di cucina e proposte di street food. Tra queste c’è la versione Mac’d Bra, servita con pane di Bra a lunga lievitazione, formaggio di alpeggio Bra Dop e lattuga coltivata negli orti cittadini. La confraternita opera inoltre in sinergia con Ascom Bra e con il Consorzio dei macellai braidesi per promuovere la conoscenza del prodotto e conservarne la memoria gastronomica.