Diritti animali

A Cuneo la LAV protesta contro il ddl sulla caccia

La sezione locale sollecita Monica Ciaburro: Bruxelles ha segnalato possibili contrasti con le norme comunitarie.

A Cuneo la LAV protesta contro il ddl sulla caccia

La LAV di Cuneo ha organizzato una manifestazione davanti alla sede locale di Fratelli d’Italia per contestare il disegno di legge sulla caccia attualmente all’esame della commissione Agricoltura della Camera. L’iniziativa, comunicata dalla sezione provinciale dell’associazione, è stata rivolta in particolare all’onorevole Monica Ciaburro, esponente di Fratelli d’Italia originaria di Cuneo.

La richiesta della LAV è di interrompere l’iter del provvedimento, definito dall’associazione ddl Sparatutto. Secondo la ricostruzione diffusa dagli animalisti, il testo prevede tra l’altro la riduzione delle aree protette, l’aumento delle specie cacciabili, l’estensione della stagione venatoria e la possibilità di catturare uccelli migratori da utilizzare come richiami vivi.

Le contestazioni dell’associazione

Per la LAV, le misure contenute nel disegno di legge determinerebbero un ampliamento dell’attività venatoria con conseguenze negative sulla fauna selvatica, sugli equilibri ambientali e sulla sicurezza pubblica. L’associazione sostiene inoltre che il provvedimento sarebbe distante dalla sensibilità prevalente dell’opinione pubblica e richiama il dato, da essa citato, di una contrarietà superiore al 70 per cento degli italiani.

Nel corso della protesta, la sezione cuneese ha chiesto alla parlamentare di assumere una posizione contraria al testo. In una dichiarazione diffusa al termine dell’iniziativa, la LAV ha parlato di una riforma divisiva e ha annunciato l’intenzione di proseguire la mobilitazione contro quello che considera un arretramento nella tutela degli animali e dell’ambiente.

I rilievi dell’Unione europea

Nel comunicato vengono citati anche rilievi provenienti dalle istituzioni europee. La LAV riferisce che una nota ufficiale della Commissione europea, trasmessa il 18 dicembre 2025 dalla Direzione generale Ambiente al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, avrebbe evidenziato criticità sul contenuto del disegno di legge.

Secondo quanto riportato dall’associazione, anche la Commissione Ambiente del Parlamento europeo avrebbe richiamato l’attenzione sul provvedimento dopo una valutazione preliminare delle disposizioni rese pubbliche. In particolare, sarebbero emersi possibili profili di non conformità con gli obblighi previsti dalla Direttiva Uccelli e dalla Direttiva Habitat. La LAV collega infine l’approvazione del testo al rischio di nuove procedure d’infrazione a carico dell’Italia e chiede che le decisioni legislative tengano conto della tutela degli animali, richiamata anche dall’articolo 9 della Costituzione.