Fotografia storica

Robert Capa in mostra alla Castiglia di Saluzzo

Dal 23 ottobre 2026 al 29 marzo 2027, cento immagini e materiali d’archivio ripercorrono guerre, società e carriera.

Robert Capa in mostra alla Castiglia di Saluzzo

Dal 23 ottobre 2026 al 29 marzo 2027, la Castiglia di Saluzzo ospiterà la rassegna dedicata a Robert Capa, fotografo e fotoreporter tra i protagonisti del Novecento. L’esposizione si terrà nell’antica fortezza e residenza marchionale, oggi spazio museale e luogo dedicato all’arte contemporanea, e sarà curata da Monica Poggi in collaborazione con l’International Center of Photography di New York, dalle cui collezioni provengono le opere presentate.

La retrospettiva documenta il lavoro di Endre Ernő Friedmann, noto con lo pseudonimo di Robert Capa, non soltanto come testimonianza degli eventi storici del secolo scorso, ma anche come passaggio decisivo nella definizione del linguaggio del fotogiornalismo. La sua ricerca ha modificato il rapporto tra immagine, evento e spettatore, sostituendo alla distanza dell’osservazione una pratica basata sulla prossimità e sul coinvolgimento diretto nella scena rappresentata.

Sette sezioni per una carriera

Il percorso riunirà 100 fotografie, affiancate da riviste illustrate, libri e documenti d’archivio che permettono di ricostruire i contesti originari di pubblicazione. Il progetto alternerà immagini celebri e opere meno note, seguendo l’evoluzione professionale del fotografo attraverso sette sezioni tematiche ordinate cronologicamente.

Il racconto si apre con gli anni della formazione tra Berlino e Parigi, compreso il ritratto di Lev Trockij realizzato a Copenaghen nel 1932 e una serie di immagini del Tour de France. Una sezione centrale è dedicata alla guerra civile spagnola, documentata dal 1936 insieme a Gerda Taro a sostegno della causa repubblicana antifascista. Accanto a Il miliziano colpito a morte, tra le immagini più note del fotografo, saranno esposte fotografie dei combattimenti, della vita quotidiana dei soldati e dei rifugiati in Francia.

La rassegna prosegue con il soggiorno in Cina nel 1938, durante la guerra sino-giapponese, e con il lavoro realizzato al seguito delle truppe statunitensi nella Seconda guerra mondiale. Capa seguì l’avanzata alleata in Italia e poi sul fronte occidentale, tra Francia e Germania, registrando non solo le operazioni militari ma anche le conseguenze del conflitto sulle popolazioni e sugli spazi urbani.

Dai conflitti alla vita quotidiana

Una parte del percorso è dedicata agli anni del secondo dopoguerra e alle trasformazioni politiche e sociali in Messico, Israele e Unione Sovietica. Le fotografie mostrano il passaggio dalla rappresentazione dello scontro armato all’attenzione per le persone, i gesti e le condizioni di vita, mettendo in evidenza gli effetti della ridefinizione geopolitica internazionale.

La sesta sezione presenta il lavoro meno conosciuto legato alla moda, ai servizi lifestyle per riviste come Life e Vogue, ai ritratti di amici, artisti, scrittori e intellettuali e ai rapporti con il cinema e il mondo culturale. La parte conclusiva raccoglie invece le fotografie realizzate in Giappone, impegnato nella ricostruzione dopo la guerra, e in Indocina, dove Capa tornò a raccontare un conflitto nel quadro delle tensioni coloniali e dei nuovi equilibri dell’Asia.

L’iniziativa rientra nel progetto espositivo promosso da Fondazione Artea insieme ai Comuni di Caraglio e Saluzzo. Il programma comprende due rassegne dedicate a esponenti del fotogiornalismo del XX secolo: oltre all’appuntamento in Castiglia, il Filatoio di Caraglio ospiterà Marc Riboud. Verso il mondo. Sono inoltre previsti incontri e attività collaterali destinati ad approfondire i temi delle esposizioni e a favorire il confronto con il pubblico.