La Settima Commissione del Consiglio regionale del Piemonte, presieduta da Andrea Cerutti, ha avviato l’esame del disegno di legge 170, che interviene sulla disciplina delle forme associative degli enti locali. Il provvedimento prevede una modifica dei termini per l’adeguamento al principio di contiguità territoriale, mentre il riordino complessivo della materia sarà affrontato con una nuova legge regionale.
Durante la seduta del 5 ottobre, l’assessore agli Enti locali Enrico Bussalino ha illustrato la necessità di spostare al 31 dicembre 2027 la scadenza per il rispetto del requisito, fissata in precedenza al 30 giugno. La proroga dovrebbe consentire di attendere le valutazioni sul futuro assetto delle forme associative. In Piemonte, secondo i dati richiamati nel corso dei lavori, sono 82 le Unioni di Comuni inserite nella Carta regionale delle forme associative e 22 non rispettano attualmente il criterio della contiguità territoriale.
Il confronto nei Comuni montani
Il tema è stato discusso anche in un incontro pubblico a Roccavione, aperto ai 20 Comuni delle aree interessate. Dal confronto istituzionale regionale, la discussione si è così trasferita nei territori, coinvolgendo amministratori e rappresentanti delle comunità locali. Tra gli intervenuti c’era Guido Giordana, sindaco di Valdieri, che ha posto l’accento sulle priorità operative ed economiche per lo sviluppo delle vallate cuneesi.
Secondo Giordana, la fusione tra Comuni, soprattutto se imposta o sostenuta principalmente attraverso incentivi economici, si è rivelata poco attrattiva e complessa per le realtà montane. La cancellazione delle identità locali e dei presidi istituzionali, ha sostenuto, rischierebbe di allontanare i cittadini dai servizi di prossimità senza produrre necessariamente risparmi amministrativi. Allo stesso tempo, il sindaco ha evidenziato che il mantenimento di una gestione separata e non coordinata può indebolire le comunità e aggravare i fenomeni di spopolamento.
La proposta sulle Unioni Montane
La soluzione indicata dal primo cittadino di Valdieri è il rafforzamento delle Unioni Montane appartenenti a territori omogenei e confinanti, attraverso una gestione condivisa di servizi e competenze. L’ipotesi riguarda, in particolare, una possibile integrazione tra le realtà della Valle Gesso e della Valle Vermenagna, con il coinvolgimento dell’Unione Alpi del Mare e dell’Unione Alpi Marittime.
Una struttura più ampia, nelle intenzioni illustrate da Giordana, potrebbe accorpare e qualificare funzioni essenziali come la polizia locale, la gestione scolastica, le mense, l’assistenza agli anziani, la protezione civile e gli uffici tecnici e finanziari. Le Unioni potrebbero inoltre operare come agenzie di sviluppo, con competenze utili a intercettare finanziamenti regionali ed europei destinati a turismo, cultura e infrastrutture.
Il modello prospettato punta però a mantenere attivi i singoli Municipi, considerati punti di riferimento immediati per la popolazione. L’obiettivo, secondo il sindaco, è unire risorse, personale specializzato e capacità amministrativa senza ridurre la rappresentanza locale. Giordana ha infine accolto l’attenzione della Regione Piemonte verso i Comuni montani, sostenendo che la collaborazione tra enti debba diventare lo strumento per rafforzare i servizi e contrastare la desertificazione delle aree interne.