Diritti agricoli

Alba, un migliaio in piazza contro caporalato e sfruttamento

Voci dal corteo del 24 ottobre chiedono trasparenza, tutela e responsabilità lungo la filiera vitivinicola.

Alba, un migliaio in piazza contro caporalato e sfruttamento

Un migliaio di persone ha partecipato ad Alba alla manifestazione contro il caporalato e lo sfruttamento dei lavoratori agricoli. Il corteo, svolto sabato scorso e culminato in piazza San Paolo, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, sindacati, associazioni, imprenditori, lavoratori e cittadini. L’obiettivo dichiarato è riportare al centro del confronto le condizioni di chi opera nei vigneti durante tutto l’anno, non soltanto nel periodo della vendemmia.

Tra i partecipanti c’erano il sindaco di Alba Alberto Gatto, il presidente dell’Ente Fiera Axel Iberti, esponenti di Comuni ed enti del territorio, oltre a numerose realtà associative. Dal corteo è arrivata la richiesta di un’organizzazione più trasparente per trasporti, alloggi, pasti, orari e sicurezza. Al centro anche la necessità di garantire una retribuzione equa e condizioni rispettose della dignità delle persone.

Il confronto tra imprese e istituzioni

La manifestazione del 24 ottobre è stata presentata come un possibile punto di partenza per affrontare un fenomeno definito da più parti come sistemico. Nel corteo non erano presenti le rappresentanze delle principali associazioni agricole e dei consorzi di tutela, realtà che, secondo quanto emerso, sono comunque chiamate a partecipare al confronto e a contrastare caporalato e malaffare nel settore vitivinicolo.

La questione riguarda aziende di dimensioni diverse: da un lato le imprese che si affidano a cooperative regolari e garantiscono trattamenti corretti, dall’altro la necessità di vigilare sulle condizioni di lavoro nelle campagne. L’obiettivo indicato durante l’iniziativa è individuare strategie condivise, utili tanto al piccolo produttore quanto alle aziende legate a marchi conosciuti, per interrompere i meccanismi che rendono ricattabili i lavoratori e li espongono a sistemazioni precarie e paghe insufficienti.

Le testimonianze dal palco

Dal palco di piazza San Paolo hanno preso la parola lavoratori e lavoratrici provenienti da diverse parti del mondo, chiedendo giustizia e dignità. Il vescovo di Alba Marco Brunetti ha sottolineato che la maggioranza delle aziende vitivinicole opera correttamente, ma ha richiamato alla trasparenza e alla costruzione di filiere etiche anche quella parte, per quanto minoritaria, che non rispetta la dignità del lavoro.

Nel corso dell’iniziativa sono intervenuti anche Abdel Elbounadi, presidente dell’Associazione Culturale Immigrati Alba odv, don Domenico Degiorgis, direttore della Caritas albese, e l’imprenditore braidese Matteo Ascheri. Ascheri ha richiamato in particolare la responsabilità delle aziende, indicate come i primi soggetti chiamati ad attivarsi per contribuire alla soluzione del problema.

La richiesta emersa dalla manifestazione è che istituzioni, imprese, consorzi, associazioni e lavoratori si siedano allo stesso tavolo per costruire interventi rapidi e condivisi. In gioco, oltre alla tutela delle persone impiegate nei vigneti, c’è anche la fiducia dei consumatori, chiamati a riconoscere il valore di una produzione ottenuta nel rispetto dei diritti e della sicurezza.