Azione e ORA! intervengono sulla manifestazione organizzata da Futuro Nazionale a Cuneo, in programma sabato 24 ottobre, contestando il collegamento tra l’aumento dei prezzi di benzina e gasolio e il sostegno italiano all’Ucraina. Secondo le due forze politiche, l’iniziativa offrirebbe una lettura distorta delle cause del caro carburanti e rischierebbe di alimentare il disagio di famiglie, autotrasportatori e imprese.
Nel documento diffuso in risposta alla manifestazione, Azione e ORA! sostengono che la dinamica dei prezzi debba essere ricondotta soprattutto all’andamento delle quotazioni internazionali del greggio e alla situazione geopolitica in Medio Oriente. A loro giudizio, associare i rincari agli aiuti destinati all’Ucraina significherebbe confondere piani diversi e utilizzare una difficoltà economica reale per mettere in discussione il sostegno a un Paese aggredito.
I dati sui prezzi dei carburanti
Le due forze citano i dati del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica per ricostruire l’evoluzione dei prezzi medi in Italia. Il gasolio, secondo i valori riportati, è passato da 1,660 euro al litro a gennaio 2026 a 1,936 euro a marzo, fino a raggiungere 2,253 euro a ottobre, dato ancora provvisorio e riferito alle medie mensili.
Per Azione e ORA!, l’incremento sarebbe legato all’escalation militare in Iran, all’instabilità regionale e ai rischi per le rotte commerciali. Nel documento viene richiamato anche lo Stretto di Hormuz, snodo strategico per il trasporto del petrolio mondiale, dove eventuali blocchi o minacce alla navigazione possono accrescere le tensioni sui mercati e favorire la speculazione sul prezzo del barile. Alla dinamica internazionale, aggiungono, si sarebbe affiancata la fine del taglio temporaneo delle accise deciso dal Governo.
Le proposte sulle accise
Giacomo Prandi, segretario provinciale di Azione Cuneo, sostiene che a famiglie e imprese non servano slogan, ma misure strutturali. La proposta indicata è un taglio permanente delle accise, da compensare con un riequilibrio della tassazione su tabacco, superalcolici e gioco d’azzardo, con l’obiettivo di avvicinare questi prelievi alla media europea.
Jacopo Marchisio, referente di ORA! per la provincia di Cuneo, afferma invece che gli aiuti all’Ucraina e la difesa della sua sovranità non abbiano un rapporto diretto con l’attuale impennata del petrolio sui mercati globali. Per Marchisio, usare il caro carburanti per contestare il sostegno a Kyiv rappresenterebbe una semplificazione propagandistica, incapace di affrontare le difficoltà economiche di cittadini e aziende.
Prandi e Marchisio chiedono infine interventi di lungo periodo e riforme in grado di sostenere la crescita italiana, dopo una lunga fase di stagnazione. L’appello rivolto alle forze politiche è di mantenere il confronto pubblico ancorato ai dati e di proporre soluzioni considerate stabili, superando il ricorso a proroghe temporanee sulle accise.